
Di seguito la nota stampa dell’imprenditrice Marisa Melpignano.
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Marisa Melpignano.
“La Masseria San Domenico, insieme ad altre decine di imprenditori e residenti della zona, ha inviato una lettera al Prefetto — per conoscenza anche al Comune — per segnalare la crescente situazione di disagio legata agli accessi verso la Cava Ulia, dove quest’estate sono previste sette serate evento.
Il problema riguarda soprattutto la viabilità rurale: stradine di campagna e tratturi dove, in molti tratti, due automobili non riescono neppure a transitare contemporaneamente. Già lo scorso anno, durante appena tre serate, si verificarono enormi disagi, con ospiti rimasti imbottigliati nel traffico per ore e forti preoccupazioni legate all’eventuale passaggio di mezzi di soccorso in caso di emergenza.
Quest’anno le serate in programma saranno addirittura sette, nel pieno dell’alta stagione turistica. Una preoccupazione legittima, dunque, condivisa da tanti cittadini e operatori del territorio. Eppure, appena emersa la vicenda, a finire al centro dell’attenzione mediatica è stata soprattutto la Masseria San Domenico. Guarda caso — e a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende — subito dopo è comparso un ricorso anonimo che ha portato al blocco dei lavori di un lido ormai prossimo all’apertura: l’ex Rotonda Rosa.
Un intervento di restyling che aveva restituito valore a un tratto di costa purtroppo devastato negli anni. E siccome il nuovo lido è stato chiamato ‘Cala Cimì’, qualcuno ha subito pensato a un collegamento con la famiglia Melpignano o con il nostro Cimino. In realtà, il nome deriva semplicemente da come i vecchi pescatori chiamavano quella piccola insenatura: ‘Cala Cimice’, proprio per le sue dimensioni ridotte. Nessun collegamento, quindi, né con Cimino né con la famiglia Melpignano.
A pagare le conseguenze di questa vicenda è stato soprattutto Francesco Strippoli, imprenditore storico del settore balneare — dal celebre Bambù alle Agavi — oggi approdato sulla costa di Savelletri-Torre Canne. Un imprenditore che si è costruito da sé e che con la famiglia Melpignano ha soltanto rapporti lavorativi legati a Cala Masciola. Una vittima innocente di un gesto anonimo e vigliacco.
Se nel nostro territorio tutti agissero davvero per il bene comune, senza invidie, ripicche e guerre sotterranee, saremmo ancora più apprezzati dai cittadini di tutto il mondo che scelgono questa terra anche grazie al lavoro e alla visione dei nostri imprenditori. Un lavoro che genera valore, economia, occupazione e che permette a tanti giovani di non essere costretti a cercare fortuna lontano dai propri affetti. Ed è proprio questo che tanti comuni vicini ci invidiano.”



