
Una riflessione sull’estate da parte del direttore del “Sacro Cuore”
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di don Donato Lioi, direttore del “Sacro Cuore”.
“L’estate è tempo di libertà, di viaggi, di nuove amicizie e di giornate diverse dal solito. Finisce la scuola, gli impegni cambiano ed il ritmo rallenta. Per chi parte, verso…
Mare
Il mare parla di Dio con la sua vastità. Guardando l’orizzonte, il cuore si apre all’infinito e nasce spontaneamente la meraviglia. Le onde che si susseguono senza fine ricordano la fedeltà dell’amore di Dio, sempre presente nella mostra vita.
Montagna
Anche le montagne parlano di Dio. Il cammino verso la vetta richiede impegno, pazienza e fiducia. Ogni passo ricorda il percorso della fede, fatto di gioie, fatiche e conquiste. Dall’alto, poi, lo sguardo si allarga e tutto appare più bello e armonioso.
L’estate in città
Per una famiglia bisognosa, con anziani da accudire e bambini da seguire, spesso la città, il paese, resta l’unico orizzonte possibile. Il caldo si fa presente, le spese non permettono vacanze, e le giornate si riempiono di piccole fatiche quotidiane tra casa, cure ed attese. Quando la solitudine si fa più forte ed il caldo svuota le strade, la città può sembrare ancora più dura. Dio è presente anche tra le case della città e dei paesi accanto a chi resta e si prende cura dei propri cari, a chi lavora, e a chi con più fatica e amore continua a credere.
Connessi anche nelle RSA
L’estate può essere un tempo difficile per chi vive nelle RSA, quando le visite si diradano e il silenzio si fa sentire. Ma Dio non va in ferie e continua a farsi vicino attraverso una visita, una parola gentile, un sorriso, un condizionatore acceso, un bicchiere di acqua fresca, una preghiera condivisa. La fede ci ricorda che nessuno è solo e che ogni persona è preziosa sempre.
Connessi nelle carceri
L’estate arriva anche dietro le sbarre, dove il tempo può sembrare ancora più lento e la solitudine più pesante. Eppure Dio non resta fuori: entra nei cuori con la sua misericordia, la speranza e la possibilità di ricominciare. Restare connessi significa ricordare che ogni persona conserva la propria dignità e che nessuna storia è definitiva. Possiamo essere noi, con un gesto di vicinanza, diventare segni concreti di un amore che non va mai in vacanza.
La vita degli altri prima delle ferie: il servizio che non si ferma. Chi veglia mentre il mondo riposa?Mentre molti sono in vacanza i servizi di emergenza continuano ad operare senza sosta. Il volontariato, il personale sanitario, la polizia, e i Vigili del fuoco garantiscono assistenza e sicurezza 24 ore su 24. Dio non va in ferie: la sua presenza di manifesta nel servizio silenzioso di chi continua a prendersi cura degli altri. Chi serve gli altri ha il cuore e le mani di Dio.
Mare-Montagna-Estate in Città: per tutti c’è una cosa che non ha bisogno di ferie: il nostro rapporto con Dio. Spesso pensiamo alla fede come a qualcosa legato alla Parrocchia, al catechismo o alla Messa Domenicale. In realtà la fede è una compagnia che cammina con noi ovunque: in spiaggia, in montagna, in città, durante un campo estivo, una serata con gli amici, un momento di silenzio.
Dio non chiude per ferie, è sempre connesso. Continua a cercarci, ad ascoltarci e a parlarci attraverso le persone che incontriamo, la bellezza della natura e le esperienze che viviamo. Anche se siamo lontani dalle nostre abitudini, Lui rimane vicino. L’estate può diventare un’occasione speciale per riscoprire la preghiera, dedicare qualche momento al Vangelo, partecipare alla Messa in un luogo o semplicemente fermarsi a ringraziare per ciò che si sta vivendo.
La fede non ci toglie il divertimento: ci aiuta a viverlo in modo più vero e profondo.
Ed allora mentre prepari la valigia ricordati di una cosa: il costume, il cellulare e gli occhiali da sole sono utili, ma non dimenticare il cuore.
È proprio attraverso quel cellulare che ti tiene sempre connesso agli amici, ricorda che puoi restare connesso anche a Dio.
Tra messaggi, storie e foto da condividere, non perdere il contatto con ciò che conta davvero. Perchè un adolescente davvero connesso non è solo quello che ha sempre campo, ma quello che sa tenere aperta la connessione del cuore.
E se sei un adolescente, ricorda che non sei mai solo nel tuo cammino: un giovane può salvare un altro giovane, con una parola giusta, un gesto di amicizia, una presenza sincera.
Papa Francesco disse ai giovani, durante la GMG a Lisbona: ‘Rimanete ad ogni modo in dialogo sulla vostra fede![…] Non perdete mai la connessione con Lui per evitare di perdere la connessione con la nostra storia personale e con la storia dell’intera umanità’.
Restare connessi tra di voi giovani e con Dio è il modo più bello per vivere l’estate.
Perché la fede cresce quando viene condivisa e ogni incontro può diventare un’occasione per portare luce e speranza a qualcuno.
Ancora Papa Francesco ai giovani, nel Christus Vivit: ‘Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso… La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Ne abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci’.
Allora sia per tutti, questa estate, un saper cogliere la bellezza di ciò che incontrate, come fa il pellegrino che si immerge con tutto sé stesso nei luoghi che incontra, li fa parlare, li fa diventare parte della sua ricerca di felicità.
Buone Ferie.”




