
Sold out al Teatro Kennedy per lo spettacolo dell’A.S.D. Degas, ispirato alla grande emigrazione italiana del primo Novecento
FASANO – Giovedì 18 giugno, presso il Teatro Kennedy di Fasano, una platea gremita ha applaudito con entusiasmo Come with me, amore mio!, lo spettacolo di fine anno dell’A.S.D. Degas – Studio Danza e Balletto.
Ideato e diretto da Enza Consoli, direttrice artistica del sodalizio, lo spettacolo ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra la Napoli degli anni Venti e la New York del sogno americano, ispirandosi alla grande emigrazione italiana del primo Novecento.
Attraverso differenti linguaggi coreutici, la danza ha affrontato il tema dell’incontro tra culture, raccontando la storia d’amore tra Salvatore ed Eleonoir come metafora del difficile dialogo tra il mondo degli immigrati e quello dell’America benestante.
L’apertura dello spettacolo ha restituito la vivace atmosfera popolare della Napoli degli anni Venti, con le tarantelle interpretate dai corsi di Ludodanza, Propedeutica e Preaccademico. I piccoli allievi, hanno conquistato il pubblico con spontaneità, precisione e grande espressività.
Un garzone, interpretato dall’attore Gabriele Santacroce, e il suo aiutante pasticcione, interpretato dal maestro Francesco Palmisano, aprono una gigantesca pagina di giornale che annuncia la partenza di un piroscafo per l’America, la terra dove – si dice – chiunque possa realizzare i propri sogni. Da quel quotidiano prende vita una scintillante New York, evocata dalle coreografie sulle musiche di George Gershwin, tratte dal balletto Who Cares?, interpretate sulle punte dai corsi Intermedio, Avanzato e II-III Corso.
A rendere ancora più suggestiva la scena, le esibizioni di danza aerea, disciplina introdotta quest’anno all’interno della scuola.
Con musiche dal ritmo più intenso e drammatico, la danza contemporanea racconta le ansie, le speranze e le attese del viaggio di Salvatore, interpretato da Nikolas Clemente, fino all’approdo a New York e all’incontro con Eleonoir, interpretata da Alessia Carucci, figlia del proprietario della fabbrica in cui il giovane trova impiego. Un amore ostacolato dalle differenze sociali e culturali, che diventa il cuore dell’intera narrazione.
La contrapposizione tra immigrati e America benestante prende forma nell’ultima parte dello spettacolo attraverso le coreografie dei corsi di hip-hop e break dance, dando vita a un confronto energico e coinvolgente.
Particolarmente intensa la scena conclusiva, in cui gli scudi impugnati dai protagonisti diventano simbolo delle barriere che ostacolano la comunicazione e l’integrazione. Barriere che vengono infine abbattute dal desiderio di trovare il proprio posto nel mondo e dalla forza dell’amore, suggellata dall’intenso assolo finale di Enza Consoli.
A guidare gli allievi nel percorso accademico sono stati gli insegnanti Enza Consoli per la danza classica e contemporanea, Marta Sibilio per l’hip-hop, Francesco Palmisano per la break dance, Antonella Piazzolla e Antonella Lippolis per la danza aerea, Gabriele Santacroce per il laboratorio delle emozioni, Antonella Cofano per l’assistenza alla ludo danza.
La preparazione tecnica degli allievi si è avvalsa inoltre del prezioso contributo della maître de ballet Rosita Montanaro, che ha accompagnato il percorso di crescita degli studenti durante l’anno accademico, insieme agli insegnanti ospiti Lia Calizza, Gabriele Consoli, Françoise Parlanti, Francesca Sibilio, Roberto Lori, Gianni Wers e Giovanni Fumarola, che hanno arricchito il percorso formativo della scuola con la loro esperienza artistica.
L’iniziativa ha confermato la volontà dell’A.S.D. Degas di utilizzare la danza non solo come forma artistica ed espressiva, ma anche come strumento di riflessione e sensibilizzazione su temi sociali e culturali di grande attualità.
I lunghi applausi e la calorosa partecipazione del pubblico hanno premiato il lavoro svolto durante l’anno dagli allievi, dai docenti, dalle famiglie e da tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di uno spettacolo capace di coniugare qualità artistica, ricerca e valore educativo.
Foto di Antony Pepe e Cosimo Rubino.













