
A Palazzo di città si parla per ore e ore mentre sul campo scorre il conto alla rovescia dell’iscrizione
FASANO – Un’altra settimana è andata via e lo spettro del 10 luglio, termine ultimo per l’iscrizione dell’Us Fasano al campionato di serie D, si avvicina evocando i timori del passato, dell’estate del 2012, quando fu getta la spugna al fotofinish con il fallimento dell’allora sodalizio calcistico e la ripartenza dalla Seconda categoria con una nuova società. Una data che i tifosi biancazzurri non dimenticano, come non dimenticano che per ritornare nelle categorie che contano si dovrà attende quel famoso 15 aprile 2018 con la vittoria sul campo polveroso dell’Avetrana (0-2) che segnò il ritorno in serie D. Le reti di Marco Amato ed Anibal Montaldi con la guida tecnica di Giuseppe Laterza hanno cancellato la vergogna del passato, ma allo stesso tempo hanno cristallizzato il dovere di tutti a non dimenticare quanto accaduto, evocando sempre ed in ogni luogo l’espressione latina “historia magistrae vitae” (la storia è maestra di vita).
In questi giorni non pochi sono coloro che stanno ritornando al passato con i ricordi e così mentre al Palazzo di città si parla per ore e ore, sul campo verde scorre il conto alla rovescia ed obiettivamente non si vede nessun progresso per scongiurare quanto accaduto nel passato. Nel week-end l’assessore Giuseppe Galeota ed il sindaco Francesco Zaccaria con i soci dell’Us Fasano Antonio Carparelli, Donato Potenza e Vito Fasano, presente anche il socio dimissionario Franco D’Amico, mancava all’appello l’altro dimissionario Ivan Ghilardi, hanno incontrato quattro cordate di imprenditori, due facenti capo a Fasano ed altrettante con sede fuori dai confini cittadini. Quattro incontri interlocutori, necessari ed indispensabili, per capire se “questo matrimonio non s’ha da far o s’ha da far”, decidete voi l’ordine e non ce ne voglia Alessandro Manzoni, autore del suo celebre “I promessi sposi”, ma migliore trasposizione della sua nota affermazione non ci può essere per fotografare il momento che si vive.

Si attendono gli eventi, quindi, per capire quella che sarà la fumata di Palazzo di città, ma ribadiamo a gran voce: l’Us Fasano non può attendere a lungo, i tifosi vogliono ritornare a sognare ad occhi aperti, senza dover ricorrere alle fotografie sgualcite degli eventi del passato. Le altre piazze calcistiche, con situazioni deficitarie decisamente più pesanti delle nostre, chiaro il riferimento alla Paganese calcio 1926 ed alla Nocerina 1910, sono prossime all’iscrizione, dopo aver trovato la luce in fondo al tunnel della crisi, mentre noi ci troviamo in una impasse. L’Us Fasano deve continuare a vivere e facendo nostra l’affermazione recente di uno storico presidente del passato che ha regalato la serie C2 alla Città vogliamo abbracciare a pieno le sue parole: “speriamo che prevalga il buon senso”. Non abbiamo dubbi nell’affermare che tutti i tifosi si vogliono unire alla stessa affermazione e sperano che tutti si viaggi in un’unica direzione per salvare il calcio in città perché l’Us Fasano vuole continuare a correre.

(Foto di Mario Rosato: Avetrana-Us Fasano, 15 aprile 2018)




