
Il medico fasanese è stato ospite del programma di Luciano Onder
FASANO- “La casa della salute”, la rubrica di medicina di San Marino RTV, ospita i migliori medici specialisti per approfondimenti, consigli e nuove scoperte nel mondo della salute. Nella puntata andata in onda domenica 19 aprile, uno degli ospiti del giornalista e divulgatore scientifico Luciano Onder, è stato un medico fasanese, il dott. Alberto Mavilio.
L’intervista è stata occasione per illustrare le novità della diagnostica oculistica argomentando, in particolare, di neurofisiologia in oculistica quale studio dello stato di salute del sistema visivo.
Come spiegato dal dott. Mavilio, si tratta di una tecnica diagnostica definita “elettrofisiologia oculare”, equivalente ad un elettrocardiogramma, in quanto vengono utilizzati, anche in questo caso, una sorta di elettrodi per per risalire alla sede di una lesione che potrebbe colpire uno dei sottosistemi del sistema visivo: retina esterna, retina interna e vie ottiche.
«Trattandosi di una diagnostica operatore-dipendente con lunga curva di apprendimento, lo studio neurofisiologico – spiega il dott. Mavilio – viene praticato da pochissimi specialisti, probabilmente non più di una decina in tutta Italia.
Una delle indicazioni più importanti di questa metodica diagnostica è il glaucoma, definito “ladro silenzioso della vista” perché asintomatico fino agli stadi terminali, quando la malattia è ormai inarrestabile. Proprio sul glaucoma nel 2015 ho messo a punto una nuova procedura chiamata RE-PERG ed individuato un nuovo marcatore biologico della malattia: dispersione angolare di fase.
In breve, ho scoperto che la risposta bioelettrica a uno stimolo visivo è perfettamente riproducibile in tutti i soggetti sani, mentre nei pazienti affetti da glaucoma è disordinata sin dai primi stadi di malattia.
In collaborazione con l’Università di Bari – aggiunge il medico fasanese a Gofasano – ho scritto numerosi lavori scientifici su riviste indicizzate e, in breve tempo, numerosi gruppi di ricerca, come New York, Philadelphia e Singapore, hanno riconosciuto la validità della nostra intuizione. Nello scorso mese di luglio il Gemelli ha pubblicato un lavoro con il quale il prestigioso gruppo di ricerca capitolino ha giudicato il nostro marcatore biologico più sensibile e specifico rispetto ai parametri da sempre presi in considerazione in passato.
La dispersione di fase, valutata attraverso i RE-PERG, consente finalmente di confermare o meno il sospetto diagnostico formulato da un oculista circa la sussistenza o meno di indicazioni terapeutiche per il glaucoma. Fino alla scoperta di questo marcatore biologico, molti pazienti erano costretti a eseguire terapia anche solo per il sospetto di malattia. Oggi capita non di rado di poter sospendere ogni trattamento perché l’esame non evidenzia disfunzione glaucomatosa».
Come esposto nel programma di Onder, il dott. Alberto Mavilio ha precisato l’utilizzo di un vero e proprio stress test. Lo strumento si avvale di stimoli attraverso un monitor: viene utilizzato uno stimolo stressante sotto forma di barre bianche e nere orizzontali che si invertono. Il paziente deve fissare il centro del monitor per permettere al medico di verificare la risposta visiva, la quale porterà a distinguere il sano dal malato.
Per quanto riguarda il rapporto con l’AI, «Questa può agevolare il lavoro del neurofisiologo ma la conclusione diagnostica resta a cura dell’intelligenza umana, in questo caso del medico», conclude il dott. Mavilio.
La tecnologia, quindi, è un valido alleato ma la visita oculistica a cura di un esperto continua ad essere fondamentale.






