
Il vicesindaco Luana Amati ormai sempre più ai margini dell’attività amministrativa. Non se la passa meglio il centrodestra
FASANO – A distanza di poco più di un mese dal clamoroso passaggio in Azione da parte del consigliere regionale Fabiano Amati, cominciano ad avvertirsi le prime conseguenze all’interno della
rappresentanza consiliare fasanese del Partito Democratico e della Giunta guidata dal sindaco Francesco Zaccaria. È sempre più evidente infatti la spaccatura tra una significativa parte della maggioranza ed il vicesindaco Luana Amati, la quale mai come in questo periodo appare sempre più spesso ai margini dell’attività politico-amministrativa locale. La fine della luna di miele tra il
sindaco e Fabiano Amati, assoluto protagonista della doppia vittoria elettorale dello stesso Zaccaria, sembra aver minato definitivamente quell’equilibrio politico che regnava, più o meno incontrastato, sin dalle elezioni del 2016, anno in cui il centrosinistra approfittò delle macerie di un centrodestra
lacerato assicurandosi il ritorno alla guida della città.
Nella situazione delineata a recuperare maggior rilievo sono sicuramente le figure di diversi assessori e consiglieri sempre più schierati al fianco del sindaco – si pensi a Cisternino, Galeota e Palmariggi – anche in vista di una probabile corsa alla successione dello stesso Zaccaria. Una successione che si preannuncia senza esclusioni di colpi e che vedrebbe ai nastri di partenza, stando
alle prime indiscrezioni, alcuni esponenti dell’attuale Giunta ed anche della stessa maggioranza. Non è sfuggita la battuta di un consigliere comunale che, durante l’ultima assise, asserì che il centrosinistra fasanese “ha almeno già dieci candidati sindaco”.
Ma se per alcuni di essi non risulta possibile parlare di novità – Cisternino, per dirne una, è già al suo terzo mandato da assessore – per altri vi è un chiaro tentativo di rafforzare decisamente la loro posizione politica all’interno della maggioranza. Un nome a caso: la consigliera dem Loredana Legrottaglie il cui attivismo negli ultimi mesi, a cavallo del nuovo anno, è in netta controtendenza con la posizione critica assunta durante il primissimo periodo del secondo mandato elettorale di
Francesco Zaccaria (e ancor prima della sua rielezione). La Legrottaglie, già resasi protagonista di una “incomprensione politica” (riportata da diverse testate locali ma poi smentita con una nota stampa dal Partito Democratico, ndr) con l’assessore Pagnelli, reo di aver sostenuto elettoralmente la candidata di Forza Italia Laura De Mola alle elezioni politiche del 25 settembre scorso, è stata recentemente al centro di un durissimo confronto sui social network proprio con il consigliere regionale Fabiano Amati sul delicato tema della spesa sanitaria regionale nell’ambito del contrasto alle malattie rare.
Anche in seguito a tali eventi, la consigliera si è sempre più avvicinata politicamente al giglio
magico di Francesco Zaccaria e ai suoi principali scudieri. La promozione del Musica Lucis Festival prima e la presenza costante nell’ultima settimana accanto al primo cittadino per affrontare la complessa questione della chiusura dello stabilimento produttivo della “Minermix”, sono segnali
del fatto che la Legrottaglie continui ad assumere un ruolo sempre più prioritario e decisivo all’interno della maggioranza fasanese. Un fatto innegabile.
Un altro aspetto fondamentale da sottolineare è rappresentato dalla situazione di incertezza dello scenario politico che si potrebbe prospettare nei prossimi mesi ed anni. Infatti, nonostante la scadenza naturale del mandato elettorale di Zaccaria sia fissata nell’autunno del 2026, circolano insistenti voci secondo le quali il sindaco starebbe maturando l’intenzione di candidarsi alle prossime elezioni regionali del 2025, con la probabile conseguenza di elezioni comunali anticipate.
In tal senso sarà decisiva anche la posizione del consigliere regionale Fabiano Amati: è improbabile che il leader pugliese di Azione, al di là delle legittime ambizioni di carattere nazionale, possa restare “in panchina” alle prossime regionali. Sarà dunque imprescindibile capire se il movimento di
Carlo Calenda supporterà la coalizione di centrosinistra presumibilmente guidata dal sindaco di Bari, Antonio De Caro, o si collocherà al centro con una candidato autonomo. Nella seconda ipotesi, in pole position per la candidatura alla presidenza della Regione ci sarebbe proprio lo stesso
Amati.
In qualsiasi caso, il rischio concreto è che le attuali tensioni nell’ambito del centrosinistra locale si trasformino in uno scontro elettorale “fratricida”.
E tutto questo mentre il centrodestra non se la passa benissimo, sia all’interno che all’esterno del consiglio comunale. Se da un lato si denota l’incapacità del centrodestra consiliare di implementare una strategia comune per portare avanti un’opposizione coesa, dall’altro la nascita della federazione tra Fratelli d’Italia, Movimento in Comune e Circoli Nuova Fasano appare sempre più un tentativo di ostacolare la realizzazione di una proposta politica unitaria alternativa al centrosinistra.