“La ferita che cura”, un inno alla crescita di Antonia Chiara Scardicchio

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

La presentazione del libro si è tenuta ieri all’auditorium del liceo Da Vinci

“E se la bellezza contenesse dolore?” è una delle tante domande che la docente e scrittrice Antonia Chiara Scardicchio ha rivolto nel pomeriggio di ieri alla folta platea dell’Auditorium del liceo Da Vinci, presente per assistere alla presentazione del suo ultimo libro “La ferita che cura”, edito AnimaMundi.

Promotrice dell’evento la professoressa Teresa Cecere che ha voluto organizzare questa presentazione curando uno spettacolo sul tema del “dolore terapeutico” insieme ai ragazzi della 2^ E.

“La ferita che cura” non è solo un ossimoro, ma un’esperienza di vita che i ragazzi hanno voluto raccontare insieme alla Scardicchio mediante storie personali. C’è chi ha tratto forza dal dolore della scomparsa del proprio amato nonno; chi si è rimboccato le mani ed è andato oltre la separazione dei propri genitori; chi ha lasciato il proprio paese per cercare fortuna in Italia; chi ha perso un caro amico per tragici eventi ed è riuscito ad andare avanti nonostante tutto, nonostante il dolore.

Perché proprio quest’ultimo può dare risposta ai grandi interrogativi dell’uomo. Siamo nati nella sofferenza di un pianto liberatorio ma non siamo nati per soffrire, piuttosto siamo fatti per descrivere la nostra posizione davanti al dolore. Da un lato possiamo tenercelo stretto, e soffrire davvero, dall’altro possiamo sfruttarlo affinché da “una crepa entri la luce”, come afferma Leonard Cohen. Ed è in quest’ultima affermazione che si riassume l’esperienza della Scardicchio condensata in questo volume piccolo, ma pregno di significato.

Ad allietare la serata una serie di video realizzati dagli stessi ragazzi accompagnati dalle canzoni della Mannoia e dalle esibizioni di Kevin Natola con “Abbi cura di me” di Simone Cristicchi e di Rossella Cisternino con il brano “True Colors” di Cyndi Lauper.

“La scrittura è terapia, la ferita può curare e colorare la nostra vita” ha affermato infine la professoressa Cecere che ha avuto modo di ringraziare la preside Mariastella Carparelli, i ragazzi e tutti i docenti presenti all’evento.

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