
L’opera di Verdi, trascritta dal Maestro Silvestro Sabatelli e diretta da Alberto Veronesi, è andata in scena ieri sera
FASANO – Una “sfida” artistica, quella di unire la lirica alla tradizione bandistica, che ha saputo trasformarsi in un successo. La prima assoluta di “Aida – Storia di amore e di guerra”, andata in scena ieri sera (4 luglio) in Piazza Ciaia, ha regalato al pubblico un esperimento inedito accolto da numerosi applausi.
Ad aprire la serata i saluti dell’assessore al Turismo Pierfrancesco Palmariggi che ha evidenziato come l’appuntamento rappresenti uno degli eventi più significativi del ricco cartellone estivo cittadino, composto da circa ottanta iniziative dedicate a residenti e turisti, mentre il sindaco Francesco Zaccaria ha parlato dello spettacolo come un vero e proprio esperimento artistico, sottolineando l’incontro tra il linguaggio della lirica e la tradizione bandistica pugliese.
Il presidente dell’Associazione Nazionale Bande da Giro, Benedetto Grillo, ha ribadito l’importanza del percorso avviato dall’associazione tra Fasano e Molfetta per valorizzare il patrimonio bandistico, ringraziando il Presidente dell’Associazione Culturale Musicale “Ignazio Ciaia” Federico De Leonardis Ragione, la Grande Orchestra di Fiati “Gioacchino Ligonzo” di Conversano, il maestro Angelo Schirinzi e soprattutto il direttore Alberto Veronesi, la cui presenza ha impreziosito ulteriormente l’evento. Lo stesso Schirinzi ha parlato di una sfida artistica che viene da anni di ricerca di nuove contaminazioni musicali.
A guidare il pubblico nel capolavoro verdiano è stata la voce narrante di Giulia Pace, che ha accompagnato gli spettatori attraverso la vicenda di Aida, trasformando la celebre opera – che quest’anno compie 155 anni – in un racconto capace di mettere in primo piano il dramma umano dei protagonisti.
Sullo sfondo del conflitto tra Egitto ed Etiopia prende forma l’amore impossibile tra Aida (Viria Cavallino), principessa etiope ridotta in schiavitù alla corte del faraone (Michele Antonetti), e Radamès (Pantaleo Metta), valoroso comandante dell’esercito egiziano. Un sentimento destinato fin dall’inizio a scontrarsi con la guerra, con le responsabilità verso il proprio popolo e con la presenza di Amneris (Giulia Diomede), figlia del faraone, anch’essa innamorata del giovane guerriero.
La narrazione ha accompagnato il pubblico nel momento in cui Radamès viene scelto per guidare l’esercito egiziano contro gli Etiopi, trasformando quello che dovrebbe essere il più grande onore della sua vita nella più dolorosa delle condanne: combattere proprio contro il popolo della donna che ama. Parallelamente, Aida si ritrova divisa tra due affetti inconciliabili, quello per il padre Amonasro (Nicola Napoli), re d’Etiopia, e quello per Radamès, comprendendo che la guerra non separa soltanto gli eserciti, ma lacera le famiglie e condanna gli amori.
La gelosia di Amneris, alimentata dal sospetto dell’amore tra Aida e il guerriero, trova conferma attraverso un inganno: fingendo la morte del comandante, riesce a far emergere involontariamente i veri sentimenti della giovane etiope. È il momento in cui ogni equilibrio si spezza definitivamente e il destino dei protagonisti appare ormai segnato.
Attraverso una narrazione essenziale ma intensa, alternata all’impeccabile esecuzione musicale, lo spettacolo ha restituito tutta l’attualità dell’opera di Verdi, ricordando come, al di là delle guerre combattute dai popoli, siano sempre i sentimenti degli uomini a scrivere la storia.
Fotoservizio di Francesco Schiavone.






















