Truffa ai danni della Provincia di Brindisi, rinviati a giudizio in dieci, tra cui un fasanese

Cronaca Prima Pagina

L’inchiesta riguarda false attestazioni di lavoro straordinario lungo le strade provinciali

BRINDISI – È stata fissata al 18 maggio prossimo l’udienza per il dibattimento relativo ad una inchiesta della Procura di Brindisi, coordinata dal pubblico ministero Francesco Carluccio, nella quale sono imputati 10 dipendenti della Provincia di Brindisi, in particolare capi cantonieri e cantonieri, che dovranno rispondere a vario titolo per truffa continuata in concorso ai danni proprio della Provincia. Tra questi vi è un fasanese.

Altri due fasanesi, sempre dipendenti dell’ente provinciale, risultano indagati per medesimi episodi in un’altra inchiesta parallela.

I 10 rinviati a giudizio a seguito della udienza preliminare svoltasi nei giorni scorsi sono accusati “perché, in concorso morale e materiale e previo accordo tra loro, agendo in esecuzione di un medesimo disegno criminoso nella commissione di questi e di altri delitti della stessa specie, con artifici e raggiri, traevano in inganno i dirigenti della Provincia di Brindisi in merito alla effettuazione di prestazioni di servizio di lavoro straordinario e conseguivano un ingiusto profitto”.

In pratica i 10 dipendenti provinciali con attestazioni false avrebbero segnalato la presenza di buche, di carcasse di animali, di crolli di muri di recinzione, di detriti, di incidenti stradali, e di altre criticità lungo le strade provinciali, e di conseguenza sarebbero intervenuti eseguendo gli interventi previsti attestando falsamente il compimento di lavoro straordinario, procurandosi così un ingiusto profitto.

Lo scorso 17 novembre si è tenuta l’udienza preliminare dinanzi al Gup Stefania De Angelis e nei confronti dei 10 imputati è stato emesso il decreto che dispone il giudizio con fissazione della data di udienza per il dibattimento al 18 maggio 2023 innanzi al giudice Adriana Almiento.

Al momento la Provincia di Brindisi, che ovviamente è parte lesa, non si è costituita parte civile.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Carmelo Molfetta, Pasquale Annicchiarico, Marcello Zizzi, Vittoriano Bruno, Salvatore De Stradis e Umberto Sforza.

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