Bancarotta fraudolenta, indagato consigliere comunale del PD fasanese

Cronaca Prima Pagina

Notificati 12 avvisi di conclusione delle indagini per una vicenda che riguarda la Cittadella della Ricerca di Brindisi

BRINDISI – Il consigliere comunale del Partito Democratico di Fasano, Giuseppe Simone, Presidente della Commissione Bilancio a Palazzo di Città, risulta indagato, insieme ad altre 11 persone, per bancarotta fraudolenta.

L’indagine partita nel  2013 riguarda la gestione della Cittadella della Ricerca di Brindisi e vede indagati i componenti dei consigli di amministrazione, il liquidatore ed i sindaci (ovvero i componenti del Collegio sindacale) della “Cittadella della Ricerca S.C.P.A.” (dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Brindisi in data 05.12.2013), l’organismo gestore della struttura ubicata tra Brindisi e Mesagne.

Nei giorni scorsi il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Brindisi, Antonio De Donno (attuale procuratore capo a Brindisi), ha notificato ai 12 indagati l’avviso di conclusione delle indagini, al termine degli accertamenti e delle indagini che sono stati compiuti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi. Tutti e 12 rischiano ora il processo.

Questi gli indagati: Vitantonio Gioia, 69 anni di Brindisi; Antonio Andreucci, 69 anni di Cisternino; Luigi Barone, 62 anni di Lecce, Fulvio Valerio Faggiano, 62 anni di Leverano; Alfredo Franco Anglani, 69 anni di Ostuni; Annunziato Masiello, 63 anni di Brindisi; Giuseppe Angelo Santoro, 71 anni di Ostuni; Giuseppe Simone, 48 anni di Fasano; Alessandro Gianicolo, 53 anni di Brindisi; Marco Botrugno, 52 anni di Brindisi; Fabio Lucio Palumbo, 50 anni di Galatina; Angelo Raffaele Colucci, 55 anni di Brindisi.

L’inchiesta riguarda un periodo di tempo lungo 8 anni, ovvero dal 2005, quando si tentò di salvare il parco scientifico-tecnologico ubicato tra Brindisi e Mesagne, fino al 5 dicembre 2013 quando ci fu la dichiarazione di fallimento della Cittadella della Ricerca Scpa. Un periodo di tempo che abbraccia due gestioni della Provincia di Brindisi, la prima guidata dal notaio brindisino Michele Errico con una maggioranza di centro sinistra, la seconda presieduta dall’imprenditore francavillese Massimo Ferrarese con una maggioranza centrista. Né Errico né Ferrarese, è bene precisarlo, risultano indagati nella vicenda.

A tutti e 12 gli indagati la Procura contesta il reato di “bancarotta fraudolenta aggravata, in concorso”, i quali secondo gli inquirenti “cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il dissesto della società e poi il fallimento della stessa commettendo i fatti previsti dall’art. 2621 c.c., effettuando operazioni dolose e, per i sindaci, omettendo il dovuto controllo sull’operato dei componenti del CdA”.

Secondo il pm gli indagati “incrementavano notevolmente i costi del personale, nonostante le difficoltà societarie, le perdite di esercizio, la riduzione del capitale sociale”, ed inoltre “omettevano di riscuotere crediti (e di intraprendere azioni legali volte alla loro riscossione) per un valore pari a € 309.677,53” e “omettevano di riscuotere da ‘Foresteria srl” € 5.000.300,67 a titoli di canoni di locazione maturati dal 2006 al 2012 ed € 106.250,00 per canoni condominiali riferiti allo stesso periodo”.

Sempre secondo l’accusa gli indagati “per gli esercizi 2009 e 2010, al fine di conseguire per sé un ingiusto profitto, omettevano di operare nei relativi bilanci la corretta svalutazione dei crediti per il presunto valore di realizzo (per come imposto dai criteri tecnici), crediti che venivano, quindi, iscritti in bilancio per l’intero ammontare, anche se ormai inesigibili o difficili da incassare” ed inoltre “utilizzavano la somma di € 1.000.000,00 – oggetto di un finanziamento deliberato dal Cda nel 2009 e finalizzato a estinguere le posizioni debitorie con i vari istituti di credito – solo in parte (€ 457.112,87) per estinguere i propri debiti con le banche e per la restante parte (€ 528.699,66) per saldare altri debiti”.

Tra i consiglieri di amministrazione indagati, come dicevamo, vi è l’attuale consigliere comunale del PD di Fasano, Giuseppe Simone, che ha rivestito tale incarico nel Cda della Cittadella della Ricerca dal 13 settembre 2005 al 21 dicembre 2009.

Ora gli indagati avranno 20 giorni di tempo per la presentazione di memorie difensive per chiedere la archiviazione, oppure sottoporsi ad interrogatorio. Se non dovesse esserci archiviazione il pm chiederà a fissarsi udienza preliminare dinanzi al Gup del Tribunale di Brindisi che potrebbe concludersi con un non doversi procedere o con un rinvio a giudizio.

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