
Il medico fasanese lancia l’allarme e avverte: «Non ci sono più posti negli ospedali»
FASANO – «Sono sconfortato e seriamente preoccupato, la situazione a Fasano è grave e occorre prendere dei provvedimenti immediati, prima che diventi ingestibile». Ad affermarlo è Lello Di Bari, direttore del Pronto Soccorso di Ostuni, chirurgo al Pta di Fasano e responsabile del centro post-Covid di Ceglie Messapica, che attraverso i suoi canali social fa emergere tutto il suo timore.
A GoFasano, invece, afferma: «Sono tornato da poco a casa, dopo aver operato al Pta di Fasano questa mattina e nel pomeriggio. Tra un intervento ed un altro – dice – ho ricevuto tantissime telefonate (e non è un fenomeno circoscritto ad oggi, ma si verifica da giorni) di fasanesi preoccupati delle condizioni dei loro cari che sono ricoverati. Non solo, sono numerose anche le chiamate ricevute dai miei colleghi medici che, con drammaticità, mi dicono di non aver più posti in ospedale per ricoverare i malati di Covid».
Nel messaggio riportato su Facebook, invece, il medico fasanese esorta «ad usare tutte le precauzioni possibili per limitare il rischio di contagio, a uscire di casa solo in caso di stretta necessità e a ridurre al minimo i rapporti con parenti e amici. Il sistema sanitario locale è già sovraccarico e, presto, sarà completamente saturo. Dopo la giornata di oggi (ieri, ndr), scandita da continue richieste di aiuto da parte vostra (di vostri parenti, amici, conoscenti, concittadini), mi sono deciso a scrivere queste poche righe, assumendomi la responsabilità delle mie parole».
Avvicinato da GoFasano, Lello Di Bari dice di credere poco ai dati ufficiali comunicati dagli organi ufficiali. «Secondo me – afferma – gli attualmente positivi a Fasano sono molti di più di quelli che risultano dai dati ufficiali. Occorrono misure più stringenti, qui invece a tratti sembra esserci più libertà. Tanti sono i ricoveri e l’età media di chi finisce in ospedale si è abbassata notevolmente, ci sono molti giovani, e i miei colleghi mi chiamano perché non sanno più dove sistemare gli ammalati».
E sui social, Lello Di Bari è categorico: «A chi volesse accusarmi di creare allarmismo o, peggio, di strumentalizzare per fini politici questa tragica epidemia, sciorinando a difesa del proprio agire “numeri” e “dati ufficiali”, dico, senza timore di essere contraddetto, che è da incoscienti trincerarsi dietro una falsa rappresentazione della realtà. Il camice che indosso con umiltà e abnegazione da più di 40anni, per me ha valore supremo, anche rispetto a qualsivoglia veste o incarico istituzionale. Per questo, non ho timore di compiere scelte che possono anche risultare impopolari e invito chi di competenza a intervenire senza indugio per contenere gli effetti di questa maledetta pandemia. Il mio unico fine, in questo momento, è quello di rendere consapevole la popolazione fasanese dell’entità del contagio, perché ho l’impressione che si stia sottovalutando la sua portata».