
L’ufficio provinciale ha autorizzato la formazione di una sola classe da 22 alunni per il tempo pieno per la “Giovanni Paolo II”. Lo sfogo delle famiglie
PEZZE DI GRECO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Vita Donnaloia, genitore di un’alunna iscritta alla classe prima della Scuola Primaria “Giovanni Paolo II” di Pezze di Greco.
“Gentile Redazione,
vi scrivo per portare alla Vostra attenzione una vicenda che sta creando forte preoccupazione tra le famiglie di Pezze di Greco e che, a nostro avviso, merita di essere raccontata.
Per il prossimo anno scolastico, alla Scuola Primaria ‘Giovanni Paolo II’ risultano iscritti 44 bambini:
- 30 famiglie hanno scelto il tempo pieno (40 ore);
- 14 famiglie hanno scelto il tempo normale (27 ore).
Nonostante la netta prevalenza delle richieste di tempo pieno, l’Ufficio Scolastico Provinciale ha autorizzato la formazione di sole due classi da 22 alunni, prevedendo una sola classe a tempo pieno e una a tempo normale.
La conseguenza è che 8 famiglie potrebbero essere costrette a rinunciare al tempo pieno, pur avendolo regolarmente scelto al momento dell’iscrizione. In alternativa, l’unica soluzione prospettata sarebbe la formazione di una classe da 30 alunni, con inevitabili criticità sotto il profilo didattico, educativo e organizzativo.
Il punto centrale della vicenda è che non manca la richiesta del tempo pieno: le domande presentate dalle famiglie sono ben 30. Il problema nasce dalla decisione di autorizzare una sola classe a tempo pieno, con un organico che non consente di rispondere alle esigenze espresse al momento delle iscrizioni.
Le famiglie ritengono che venga così compromesso un diritto fondamentale di scelta. Il tempo scuola non è una semplice preferenza, ma una scelta riconosciuta al momento dell’iscrizione, sulla quale molti genitori hanno organizzato la propria vita familiare e lavorativa. Costringere alcune famiglie a rinunciarvi per ragioni di organico significa, di fatto, svuotare quel diritto di significato.
La domanda che ci poniamo è semplice: può una scelta legittimamente esercitata da una famiglia essere disattesa esclusivamente per una carenza di organico?
Riteniamo che questa vicenda vada oltre il caso della nostra scuola e riguardi un tema di interesse pubblico: il rapporto tra il diritto di scelta delle famiglie, l’offerta formativa della scuola pubblica e le risorse assegnate al territorio.
Confidiamo che possiate dare spazio a questa situazione, affinché possa essere conosciuta e approfondita.
Restiamo a disposizione per fornire documentazione, dati e testimonianze delle famiglie coinvolte.
Cordiali saluti,
Vita Donnaloia”




