
La rubrica del dott. Pierluigi Demola, specialista in cardiologia e interventistica cardiovascolare
RUBRICA – Sono il dott. Pierluigi Demola, Medico Cardiologo, e ogni giorno mi occupo di pazienti con patologie cardiache acute e croniche. Con questa rubrica desidero offrire uno spazio di informazione chiara e scientificamente fondata sulla salute cardiovascolare.
L’obiettivo di questi appuntamenti è diffondere consapevolezza e cultura della Salute cardiovascolare.
La prevenzione cardiovascolare primaria nasce prima in casa, nelle scelte quotidiane, a tavola e nella vita di tutti i giorni, e passa attraverso una corretta informazione.
Conoscere significa proteggersi.
Quando si parla di infarto miocardico si immagina spesso una scena improvvisa e drammatica, con dolore che non lascia scampo. In realtà, nella maggior parte dei casi, l’infarto miocardico acuto inizia in modo meno spettacolare, più subdolo di quanto si pensi.
Ed è proprio questa apparente “normalità” a renderlo insidioso.
L’infarto miocardico si verifica quando una delle arterie che portano sangue al cuore, le coronarie, si ostruisce improvvisamente. Nella maggioranza dei casi, la principale causa è la rottura di una placca, ricca di colesterolo cattivo, presente nella parete dell’arteria coronaria: su quella lesione si forma un “coagulo” anche detto “trombo” che blocca il flusso sanguigno. Il cuore è un muscolo che svolge un’azione di “pompa continua”, ha bisogno di sangue ricco di ossigeno e nutrienti. Quindi il muscolo cardiaco, privato dell’ossigeno, inizia a soffrire. Se la circolazione non viene ripristinata rapidamente, una parte del cuore può subire un danno permanente, dando aritmie e malfunzionamento.
In Cardiologia si ripete spesso una frase semplice ma molto concreta: il tempo è muscolo. Ogni minuto che passa prima di riaprire l’arteria significa una maggiore quantità di tessuto cardiaco a rischio.
Il sintomo più frequente è un dolore oppressivo, come un mattone, una sensazione di peso al centro del torace. Non sempre però è così: a volte è un dolore urente, alla bocca dello stomaco, ed a volte ha intensità diverse; più spesso viene descritto come una pressione, una stretta, un bruciore che dura diversi minuti e non migliora con il riposo, che rende inquieti. Può irradiarsi al braccio sinistro, al collo, alla mandibola, ai denti, o alla schiena. Talvolta si associa a sudorazione fredda, nausea, senso di debolezza o difficoltà a respirare, oppure a batticuore.
Non tutti gli infarti, però, si presentano allo stesso modo. Nelle donne, negli anziani e nelle persone con diabete i sintomi possono essere meno tipici: affanno improvviso, stanchezza marcata, un dolore allo stomaco scambiato per un disturbo digestivo. L’elemento che deve far riflettere è la comparsa di un disturbo nuovo, persistente, diverso da quelli abituali.

Le più recenti linee guida europee sulla gestione delle Sindromi Coronariche Acute sottolineano un punto fondamentale: in presenza di un sospetto infarto è necessario attivare immediatamente il sistema di emergenza chiamando il 118. Questa scelta permette di eseguire già sul posto un elettrocardiogramma, iniziare le prime terapie e trasportare il paziente direttamente in un centro attrezzato per l’angioplastica primaria, la procedura che consente di riaprire l’arteria occlusa nel minor tempo possibile.
Raggiungere l’ospedale con mezzi propri può sembrare più rapido, ma non lo è. L’ambulanza non è soltanto un mezzo di trasporto: è un’équipe sanitaria in grado di intervenire subito in caso di complicanze, come aritmie gravi o arresto cardiaco. Inoltre, l’attivazione del percorso dedicato all’infarto riduce i tempi di attesa all’arrivo in ospedale. Ogni passaggio è organizzato per guadagnare minuti preziosi.

Negli ultimi decenni i progressi della cardiologia e l’organizzazione delle reti per l’infarto hanno ridotto in modo significativo la mortalità. Nonostante questo, le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte in Europa. La buona notizia è che una parte importante degli eventi può essere prevenuta attraverso scelte consapevoli e tempestive.
Riconoscere un infarto significa sapere che un dolore toracico persistente e insolito non va ignorato. Significa non farsi prendere dal panico, ma neppure sottovalutare. Significa comporre il 118 e affidarsi a professionisti preparati.
Questa rubrica nasce proprio con questo intento: fornire strumenti semplici, basati su evidenze scientifiche solide, per prendersi cura del proprio cuore. L’informazione corretta non crea paura, ma consapevolezza. E la consapevolezza è il primo passo della prevenzione.
L’informazione corretta non genera ansia, ma responsabilità. La prevenzione comincia da gesti semplici. Se hai bisogno non esitare a scrivere a GoFasano, con una domanda per me.
Dott. Pierluigi Demola
Specialista in Cardiologia ed Interventistica Cardiovascolare
Cell. 329 9756448
pierluigidemola@gmail.com
Instagram: pierluigidemolamd
Principali riferimenti scientifici
- 2023 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes. European Heart Journal.
- 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. European Heart Journal.
- Collet JP et al. 2020 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes in patients presenting without persistent ST-segment elevation. European Heart Journal.
- Ibanez B et al. 2017 ESC Guidelines for the management of ST-segment elevation myocardial infarction. European Heart Journal.
- World Health Organization. Cardiovascular diseases (CVDs) fact sheet, latest update.



