
La rubrica del dott. Pierluigi Demola, specialista in cardiologia e interventistica cardiovascolare
FASANO – Sono il dott. Pierluigi Demola, Medico Cardiologo, e ogni giorno mi occupo di pazienti con patologie cardiache acute e croniche.
In questa rubrica ho l’obiettivo di parlare del mio lavoro, parlo di cuore in modo chiaro e concreto, portando nella vostra vita quotidiana concetti che spesso restano confinati negli ambulatori, nei congressi, o solo nella testa dei Cardiologi.
La gravidanza è uno dei momenti più straordinari nella vita di una donna. In pochi mesi l’organismo si trasforma per sostenere la crescita del bambino, adattando praticamente ogni apparato. Tra tutti gli organi, però, ce n’è uno che lavora più di ogni altro: il cuore.
Durante la gravidanza il sistema cardiovascolare affronta un vero e proprio “superlavoro”. Il cuore deve pompare una quantità maggiore di sangue, adattarsi ai cambiamenti ormonali e garantire un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti sia alla madre che al feto.
La buona notizia è che, nella maggior parte delle donne sane, questi cambiamenti sono del tutto fisiologici. Conoscerli aiuta a vivere la gravidanza con maggiore serenità e a riconoscere quei segnali che, invece, meritano una valutazione medica.
Un cuore che lavora di più e che merita attenzione
Già dalle prime settimane di gravidanza il cuore inizia ad adattarsi.
Il volume di sangue circolante aumenta progressivamente fino a raggiungere un incremento di circa il 40-50% rispetto ai valori precedenti. Per gestire questo maggiore carico, il cuore aumenta la quantità di sangue espulsa a ogni battito e la frequenza cardiaca può crescere di circa 10-20 battiti al minuto.
Anche la gittata cardiaca, cioè il volume di sangue pompato ogni minuto, aumenta in maniera significativa, raggiungendo il massimo tra il secondo e il terzo trimestre.
Si tratta di adattamenti completamente fisiologici, indispensabili per garantire il corretto sviluppo del bambino.
Perché la pressione può diminuire?
Molte future mamme notano che durante la gravidanza la pressione arteriosa tende ad abbassarsi, soprattutto nei primi mesi.
Questo accade perché gli ormoni della gravidanza determinano una fisiologica dilatazione dei vasi sanguigni, facilitando l’afflusso di sangue alla placenta.
Per questo motivo possono comparire capogiri, soprattutto quando ci si alza rapidamente o dopo essere rimaste a lungo in piedi. Nella maggior parte dei casi non rappresentano un problema, ma è importante mantenere una buona idratazione e alzarsi gradualmente.
Al contrario, una pressione che aumenta dopo la ventesima settimana richiede sempre attenzione, perché potrebbe rappresentare uno dei primi segnali della preeclampsia.
Ipertensione in gravidanza: un campanello d’allarme da non sottovalutare
L’ipertensione gestazionale invece è una condizione caratterizzata dalla comparsa di valori di pressione arteriosa pari o superiori a 140/90 mmHg dopo la 20ª settimana di gravidanza in una donna precedentemente normotesa. Nella maggior parte dei casi regredisce dopo il parto, ma richiede un attento monitoraggio perché può evolvere negativamente.
Per questo motivo è fondamentale controllare regolarmente la pressione arteriosa durante tutta la gravidanza e riferire tempestivamente al ginecologo ed al cardiologo sintomi come forte mal di testa, disturbi della vista, dolore nella parte alta dell’addome, gonfiore improvviso di mani e viso o un rapido aumento di peso.
Una diagnosi precoce e un corretto follow-up permettono, nella maggior parte dei casi, di gestire efficacemente la gravidanza e ridurre il rischio di complicanze. Inoltre, le donne che hanno sviluppato ipertensione gestazionale presentano un rischio cardiovascolare maggiore negli anni successivi e meritano controlli periodici anche dopo il parto.
Palpitazioni e affanno: quando sono normali?
Durante la gravidanza molte donne riferiscono di sentire il cuore battere più velocemente o più intensamente. Sensazione di vuoto o battiti “in più” sono molto comuni, non sono una patologia.
Nella maggior parte dei casi si tratta di una conseguenza del maggiore lavoro richiesto al sistema cardiovascolare. Anche un lieve affanno durante gli sforzi quotidiani può essere fisiologico, soprattutto negli ultimi mesi, quando l’utero esercita una pressione maggiore sul diaframma.
Tuttavia, se le palpitazioni sono molto frequenti, si accompagnano a svenimenti, dolore al petto o difficoltà respiratoria importante, è opportuno rivolgersi al proprio medico o al cardiologo.
Quando è consigliata una valutazione cardiologica?
Non tutte le donne in gravidanza necessitano di una visita cardiologica specialistica.
Essa è particolarmente indicata nelle donne con cardiopatie congenite o acquisite, ipertensione arteriosa, precedenti aritmie, familiarità per malattie cardiovascolari importanti oppure quando compaiono sintomi sospetti durante la gestazione, ma soprattutto ricorrenti.
Negli ultimi anni si è sviluppata la cardio-ostetricia, una disciplina che vede cardiologi, ginecologi, anestesisti e altri specialisti lavorare insieme per seguire le gravidanze a maggiore rischio cardiovascolare, garantendo la massima sicurezza per madre e bambino.
Dopo il parto il cuore torna come prima?
Nella maggior parte dei casi sì.
Nelle settimane successive al parto il cuore e la circolazione tornano progressivamente alle condizioni precedenti la gravidanza. È un processo graduale che richiede alcune settimane.
Esiste però una rara condizione chiamata cardiomiopatia peripartum, che può comparire nell’ultimo mese di gravidanza o nei mesi successivi al parto. Si manifesta con affanno importante, gonfiore alle gambe e marcata stanchezza. Fortunatamente è poco frequente, ma riconoscerla precocemente permette di iniziare rapidamente le cure.
Il ruolo dello stile di vita
Anche durante la gravidanza uno stile di vita sano rimane uno dei migliori alleati del cuore.
Seguire un’alimentazione equilibrata, mantenere un’attività fisica moderata quando consentita dal ginecologo, evitare il fumo, controllare peso e pressione arteriosa e rispettare i controlli programmati contribuisce a ridurre il rischio di complicanze.
La gravidanza rappresenta anche un’opportunità per acquisire abitudini salutari che spesso vengono mantenute anche dopo la nascita del bambino.
Il messaggio da ricordare
Durante la gravidanza il cuore lavora più intensamente che in qualsiasi altro momento della vita di una donna. Nella maggior parte dei casi questi cambiamenti sono completamente fisiologici e fanno parte dello straordinario adattamento dell’organismo alla crescita del bambino.
Conoscere questi meccanismi permette di affrontare la gravidanza con maggiore tranquillità, senza sottovalutare quei sintomi che meritano invece una valutazione specialistica.
Prendersi cura del cuore della mamma significa proteggere anche la salute del bambino. Ed è proprio questo il primo passo verso una gravidanza serena e sicura.
Riferimenti essenziali
- European Society of Cardiology – Guidelines on the management of cardiovascular diseases during pregnancy.
- American Heart Association – Cardiovascular Health in Pregnancy.
- Regitz-Zagrosek V et al. ESC Guidelines for the management of cardiovascular diseases during pregnancy.
- Mehta LS et al. Cardiovascular Considerations in Caring for Pregnant Patients. American Heart Association.
- International Society for the Study of Hypertension in Pregnancy – Raccomandazioni sulla diagnosi e gestione dei disturbi ipertensivi della gravidanza.




