
La riflessione rivolta ai ragazzi alla vigilia del nuovo anno scolastico
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Don Donato Lioi.
“Il futuro ha suonato la campanella. Tra Intelligenza Artificiale, robot, logaritmi, Magnifica Humanitas.
La scuola torna ad essere il laboratorio dell’uomo di domani, la scuola ricomincia. Tra algoritmi, robot, e nuove tecnologie; la vera sfida resta quella di educare donne e uomini capaci di pensare, scegliere e sentire.
Suona la campanella. È un suono antico, quasi una piccola rivoluzione che si ripete ogni anno. Segna la fine dell’estate, il ritorno ai banchi, l‘inizio di un nuovo viaggio
Ma oggi quella campanella suona dentro una scuola profondamente diversa da quella che abbiamo conosciuto.
Entrano gli studenti con gli zaini, i quaderni, le domande, le paure ed i sogni, Entrano gli insegnanti chiamati ancora una volta a fare i conti con una responsabilità enorme. Entrano i genitori, spesso sospesi tra aspettative e preoccupazioni.
E, insieme a loro, entra una protagonista che fino a pochi anni fa sembrava appartenere alla fantascienza: l’Intelligenza Artificiale (in seguito AI). La scuola del 2026 non può più fingere che l’AI non esista. È già nelle nostre case, nei telefoni, nei computer, nei motori di ricerca. Scrive, traduce, calcola, analizza, suggerisce. Può risolvere problemi matematici, spiegare un concetto, elaborare un testo, riconoscere immagini, dialogare con noi. Gli algoritmi sono diventati una presenza quotidiana, silenziosa e potentissima. La domanda vera non è quella se la scuola debba aprire all’AI, ma che cosa vogliamo che resti umano quando le macchine sapranno fare sempre più cose?
È qui che inizia la sfida. Una macchina non può mai sostituire il valore di uno sguardo, la forza di un incoraggiamento, la capacità di comprendere una fragilità, il coraggio di assumersi una responsabilità.
Allora oggi parlare di scuola significa parlare della Lettera Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV: la dimensione umana non può essere ridotta a un dato, a una prestazione, a un risultato. La scuola è il luogo in cui la Magnifica Humanitas di ciascuno viene scoperta, valorizzando le qualità, le passioni e le fragilità che rendono ogni persona unica. L’educazione diventa un percorso di crescita umana, capace di far emergere in ognuno la propria ricchezza e il desiderio di costruire il bene comune.
E i genitori? La loro presenza a scuola è preziosa se accompagnata da buon senso, equilibrio e di sostegno agli insegnanti nei momenti più difficili; ma soprattutto serve un’alleanza educativa. Genitori ed insegnanti devono tornare a parlarsi, condividere responsabilità e obiettivi.
I ragazzi, con il loro aiuto devono diventare persone capaci di stare al mondo, capaci di usare un algoritmo senza diventarne dipendente, di utilizzare un robot, l’AI senza perdere la curiosità per un libro, la bellezza di una musica, il valore di una amicizia. Perchè il futuro non sarà una guerra fra esseri umani e macchina.
Alle macchine delegheremo calcoli, procedure, operazioni;all’uomo la coscienza, la responsabilità, l’empatia, l’educazione.
La campanella che oggi suona annuncia l’inizio di una nuova stagione. Una scuola nella quale il digitale, l’AI, i robot, gli algoritmi fanno parte della Comunità scolastica, Una scuola nella quale, però, la tecnologia non sarà il fine, ma lo strumento, La scuola deve costruire persone sempre libere, responsabili eumane. Lasciamo allora che la campanella suoni, lasciamo che i ragazzi entrino nelle aule con i loro sogni, le loro domande, inquietudini, che incontrino la matematica, i logaritmi, la letteratura, la scienza, l’AI e la robotica ma che a fine percorso sappiano soprattutto una cosa: nessun algoritmo potrà mai insegnare loro che persona vogliono diventare.
Quella scelta resterà nelle loro mani. E sarà questa, forse, la lezione più importante della scuola di oggi e di domani.
Il mio augurio: attraverso la scuola possiate scoprire non solo ciò che fare, ma soprattutto chi diventare: una persona capace di pensare con libertà, sentire con profondità e vivere con umanità. Fate fiorire la vostra Humanitas e portatela nel mondo.
Un messaggio particolare ai giovani connessi.
Oggi non inizia solo un anno scolastico: inizia un nuovo capitolo fatto di incontri, scoperte, sfide e possibilità.
Siate curiosi, abbiate il coraggio di fare domande, non abbiate paura di sbagliare. Viviamo in un mondo sempre più connesso, ma ricordiamoci che dietro ogni schermo ci sono persone,emozioni, relazioni vere. Usate la tecnologia per conoscere,condividere e costruire, senza dimenticare il valore di un sorriso,di una parola gentile. Ai genitori e agli insegnanti il compito prezioso di accompagnarvi; a voi ragazzi quello di essere protagonisti del vostro futuro.
Ma c’è una cosa importante da sapere: Dio entra a scuola con voi. Sì, proprio lì tra i banchi, nei corridoi, nelle vostre chat, Dio vuole connettersi con voi, vuole ascoltarvi. Il suo messaggio è quello di vivere questo nuovo anno con curiosità, coraggio e voglia di essere voi stessi.
Buon viaggio giovani connessi. Che sia un anno pieno di sogni,coraggio e nuove opportunità.
Buon cammino!”



