
Le classi quarte e quinte dell’istituto a Cracovia con “Il Treno della Memoria”
CRACOVIA – Un viaggio intenso, carico di significato e di memoria quello vissuto dagli studenti delle classi quarte e quinte dell’I.I.S.S. “G. Salvemini” di Fasano, che hanno partecipato al progetto “Il Treno della Memoria”, un’iniziativa rivolta ai giovani per riflettere sull’Olocausto e sui valori della cittadinanza attiva.
L’esperienza, promossa e sostenuta dalla dirigente scolastica, prof.ssa Maria Convertino, e dalla referente del progetto, prof.ssa Concetta Bellini, si è svolta dal 26 gennaio al 2 febbraio 2026, con destinazione Cracovia, in Polonia, città simbolo della memoria storica europea. Accompagnati dai docenti prof. Manolo Sessa e prof.ssa Rachele Pignatelli, gli studenti hanno preso parte a momenti di formazione, testimonianze e riflessione, confrontandosi con la storia direttamente nei luoghi in cui essa si è tragicamente consumata.
L’obiettivo del “Treno della Memoria” è quello di trasformare lo studio del passato in un’esperienza viva, capace di stimolare una coscienza critica e responsabile nelle nuove generazioni.
Durante il viaggio, i ragazzi hanno visitato luoghi emblematici come il ghetto ebraico e, soprattutto, il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, teatro di una delle più grandi tragedie del Novecento. Particolarmente toccante è stata la visita a uno dei blocchi di Birkenau, dove le guide hanno riportato le testimonianze dei sopravvissuti.
In quei luoghi gli studenti hanno ascoltato parole che hanno lasciato un segno profondo: «Si entrava persone e si usciva numeri». Una frase semplice ma devastante, che racconta la totale perdita di identità subita dai deportati, ridotti a un numero inciso sulla pelle e privati della loro dignità umana.
«Camminare dove hanno sofferto milioni di persone ti cambia il modo di vedere le cose», ha raccontato un’alunna. Percorrere le strade del ghetto e attraversare gli spazi del campo ha significato confrontarsi con il silenzio dei luoghi, con le storie spezzate di uomini, donne e bambini, e con il peso delle scelte, dell’indifferenza e, talvolta, del coraggio.
Il viaggio non è stato soltanto un percorso geografico, ma soprattutto umano ed emotivo: un’occasione per comprendere l’importanza della memoria come strumento per costruire un futuro fondato sul rispetto, sulla pace e sulla difesa dei diritti umani.
Un’esperienza che segna il cuore e la coscienza, e che gli studenti del “Salvemini” porteranno con sé come testimonianza di un dovere insieme storico e civile: ricordare, per scegliere ogni giorno da che parte stare.










