
Lo scorso 3 giugno l’esibizione musicale finale con il polistrumentista calabrese
FASANO – Si è svolta mercoledì 3 giugno 2026 l’esibizione di fine anno delle classi a indirizzo tradizionale dell’I.C. “Giovanni XXIII-Pascoli” di Fasano.
Si tratta di uno degli eventi più importanti a cui partecipano gli alunni della professoressa Maria Stella Buccolieri, docente di musica dei ragazzi del plesso Pascoli, che come ogni anno ha preparato i ragazzi in maniera magistrale, realizzando un concerto che ha emozionato il pubblico presente.
Alcuni strumenti musicali sono stati costruiti dai ragazzi stessi, con l’aiuto della docente, ma lo strumento principe è stato per tutti il tamburo, realizzato utilizzando i mastelli, contenitori per la raccolta delle foglie o delle olive, trasformati in tamburi dal suono intenso. Passione e maestria che sono valsi i complimenti di Davide Ambrogio, ospite d’onore della serata: “Per lavoro ho girato teatri di tutto il mondo, ho assistito a concerti e spettacoli di ogni genere, ma nella mia carriera non ho mai visto e sentito suonare dei ragazzi di questa età in questo modo, sono impressionato!”.
Davide Ambrogio è un polistrumentista e ricercatore calabrese la cui musica affonda le radici nella tradizione orale dell’Aspromonte, un patrimonio ricco di elementi arcaici, linguistici e sonori che l’artista rielabora in chiave contemporanea.
Ha vinto vari premi nazionali e internazionali, e con il brano “A San Michele” ha ottenuto il premio internazionale di Amnesty International Musica contro le Mafie. Il brano, infatti, parla di un dialogo impossibile tra un padre, ucciso dal suo stesso clan mafioso, e un figlio, che vive un conflitto continuo tra la criminalità in cui è cresciuto e il suo intimo desiderio di legalità e giustizia.
L’orchestra ha accompagnato l’artista nell’esecuzione di questo brano e altri suoi brani più noti come “La panza ciangi lu cani ridi”, una riflessione e un invito a non dimenticare le condizioni di povertà e fame vissute dagli italiani nel periodo fascista della seconda guerra mondiale, oppure “A San Rocco”, pezzo che si apre con un ritmo ostinato generato da una chitarra acustica percossa in modo insolito con delle matite, accompagnata dai cori polifonici profondi dei ragazzi, per poi accogliere il suono della zampogna e l’incalzare del suono, in un percorso di catarsi dal potere salvifico. Ed ancora “Veniti sonnu”, una personale e profonda rielaborazione di una ninna nanna calabrese, un vero e proprio rituale di protezione, che i ragazzi e la docente hanno voluto dedicare a tutti i bambini del mondo che muoiono sotto le bombe e a causa di violenze.
Per l’ultimo brano di Davide, “Ballu di Diavuli”, la docente ha riservato una sorpresa per tutti i presenti: familiari, colleghi, collaboratori e Dirigente scolastica, invitandoli ad avvicinarsi ai ragazzi per suonare i tamburi e cantare tutti insieme: un’unione di 400 voci, energia ed emozioni, che dimostrano che l’arte, in ogni sua forma, è unione, abbattimento delle distanze, possibilità di aprirsi al nuovo, all’altro, in maniera semplice e pura.
“L’arte è catarsi. È riscatto. È magia”.








