
Il sacerdote guanelliano ripercorre quarant’anni accanto ai giovani accolti nella Casa Sacro Cuore di Fasano: “Ho cercato di essere padre e madre per chi si sentiva solo”
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Don Donato Lioi in merito Festa della Mamma.
“Lettera aperta di un prete Guanelliano che per quarant’anni ha cercato inadeguatamente di fare anche da mamma e papà a tanti ragazzi venuti temporaneamente al ‘Don Sante’.
Cari ragazzi, ex allievi, ogni anno quando arriva la festa della mamma il mio cuore si riempie di gratitudine ma anche di silenzi.
Ho incontrato tanti di voi con ferite profonde: figli senza carezze, senza una voce che li spettasse la sera, senza qualcuno che dicesse ‘come stai’.
Lo so, prima di venire a fare un pezzo di strada con noi hai girato per mari e per monti perché eri per tutti un ‘ragazzo difficile’ ma da aiutare (colloqui con il Servizio Sociale, convocazioni presso il Tribunale per i Minorenni, poi colloquio con i nonni, gli zii, le famiglie di sostegno per un affidamento, poi la strada e poi ancora daccapo… poi ci siamo conosciuti… ci guardavi triste, disorientato…forse è stata la volta buona che tu ti fermassi per rientrare in te stesso. E poi la prima notte in una comunità educativa.
Il tramonto visto e gustato dalla Casa Sacro Cruore di Fasano, in Contrada Matarano, è meraviglioso ma prepara al buio, alla notte, al silenzio, alla nostalgia di casa. La notte è lunga da passare.
Che fare? Come sacerdote ho provato a fare quello che il cuore mi suggeriva. A volte ero padre: quando c’era il bisogno di correggere.
A volte madre: quello di rimanere accanto.
Forse l’ho fatto male perché mi mancava la forza del cuore di una madre. Dio sa quanto ho pregato per voi e per le vostre famiglie.
Cari ragazzi, oggi uomini, mi ha consumato la paura di perdervi per strada: dipendenza, solitudine, cattive compagnie conosciute al di fuori della scuola, di finire nelle patrie galere…
Ma una mamma aspetta, ha aspettato il padre del Figliuol prodigo.
Anch’io ho aspettato.
Vi ho cercato, insieme agli altri educatori, dappertutto: sulla superstrada, sotto i ponti, in riva al mare, sulla via di Taranto, Bari, Ostuni.
Oggi è la festa della mamma, delle mamme vere: stanche, preoccupate, silenziose, forti. Quelle che non ci sono più e abitano nel cuore dei loro figli.
Quarant’anni spesi tra la Sicilia e la Puglia: spero di avervi ascoltati, accolti, voluti bene facendo un pezzo di strada con voi.
Allora il mio essere sacerdote guanelliano non è stato inutile:essere presenza, casa, famiglia.
Poi si è aperto il cielo ed un raggio di sole ha spalancato le porte: sei ritornato alle tue radici, alla sorgente, al tuo nido, forse povero, ma con la ricchezza dell’amore che una famiglia può dare.
Oggi sei un uomo, sereno, ti sei arricchito di un diploma, hai ali robuste, e allora, vola! Oggi puoi dare qualcosa di diverso alla tua famiglia di sangue ed alla società.
Oggi altri ragazzi nella necessità temporanea occupano il tuoposto, altri sacerdoti, altri educatori professionali, altri professionisti, altro prezioso personale ausiliario abitano questa casa.
San Luigi Guanella diceva ai suoi Sacerdoti e Suore: «Fermarsi non si può, finché vi sono poveri da soccorrere»; ed ancora «Tutto il mondo è patria vostra».
Questa Casa orfani Sacro Cuore voluta e costruita da Mons. Sante Perna, un Fasanese, ha fatto grandi passi a livello di intervento Educativo richiedendo competenze professionali, ascolto attivo e relazioni significative capaci di accompagnare i ragazzi nei loro percorsi di crescita e di autonomia; da qualche anno funziona come Comunità Educativa che non insegue i ragazzi: resta presente, disponibile e pronta ad accogliere quando c’è la necessità.
Oggi, in molti casi, più che ragazzi difficili, sono ragazzi che hanno attraversato contesti difficili e che cercano luoghi capaci di offrire ascolto, stabilità e possibilità di crescita.
Auguri a tutte le mamme che nei momenti di difficoltà, restano, custodiscono, non abbandonano i propri figli. L’amore vero è presenza, responsabilità e cura quotidiana.
La Madonna vi accompagni.
Don Donato Lioi”




