
La giovane poetessa fasanese tra i vincitori del premio letterario
ASCIANO (SI) – L’opera Memorie di un prato – La nascita di una voce (Edizioni Dialoghi, 2024) dell’autrice Roberta Di Leo, già presentato lo scorso ottobre presso la Sala di rappresentanza del Comune di Fasano, è stato selezionato tra i vincitori della settima edizione del Premio Letterario “A vento e sole” di Asciano (SI).
Roberta Di Leo, giovane poetessa e performer, è studentessa di Filosofia presso l’Università del Salento. Parallelamente alla sua formazione accademica, coltiva da anni la passione per la scrittura poetica, attraverso la quale esplora temi legati all’interiorità, alla memoria e alla rinascita. È inoltre allieva dell’Accademia Mediterranea dell’Attore, percorso che le consente di approfondire le arti performative e ampliare il dialogo tra parola, corpo e voce. La sua attività artistica si muove così tra riflessione filosofica, ricerca poetica ed espressione teatrale, in un intreccio che conferisce originalità e intensità alla sua voce d’autrice.
Il premio, indetto dall’agriturismo Podere Alberese, situato nel cuore della campagna senese, è dal 2017 un punto di riferimento culturale per la promozione della scrittura contemporanea, con il patrocinio del Comune di Asciano e la cura della scrittrice Adriana de Carvalho Masi. Sponsor principale dell’iniziativa è Edizioni Helicon, affiancata, tra gli altri, dall’Associazione “Il Giglio blu” di Firenze e dall’Associazione Assosinderesi di Monza.
Le opere in concorso abbracciano prosa e poesia, edita e inedita, con partecipazioni provenienti non solo da tutta Italia ma anche dall’estero, a conferma della crescente risonanza del premio.
In occasione del riconoscimento, è stato redatto un profilo critico dell’opera che sottolinea la forza evocativa della sua scrittura: «Sembra di entrare in un cammino cupo, dove in certi momenti predominano la rabbia, l’impotenza, ma si viene tratti in inganno: l’autrice, “cercando riparo in ogni briciola di gioia”, sebbene affaticata – la prima poesia sembra non lasciare speranza – ci conduce in luoghi dove ha memoria “di ciclamini e profumo di fresie”. Sono immagini studiate, da contraltare a quello che lei definisce “mostro”, presenza sinistra che disumanizza. Ma la bellezza è lì, palpitante, ad assistere alla nascita della sua voce, limpida e beneaugurante.»
Un riconoscimento importante per un’opera che, attraverso il linguaggio poetico, affronta con sensibilità e profondità il tema della rinascita personale e creativa.







