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La Stagione di musica da camera fasanese si apre all’insegna delle mille sfumature del romanticismo

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Notevole esibizione del quartetto composto dalla nostra Viviana Velardi, Benedetta Bucci, Paolo Tedesco ed Edoardo Zosi

FASANO – Il programma offerto ieri sera (15 novembre) durante il primo appuntamento della XIII edizione della Stagione di musica da Camera fasanese è stato davvero sublime: tre perle musicali che affondano le loro radici nelle suggestive sfumature del romanticismo.

Sul palco del Teatro Sociale – la casa che tradizionalmente ormai ospita i concerti della rassegna organizzata dall’Accademia dei Cameristi di Bari in collaborazione con l’Amministrazione comunale – un quartetto a dir poco eccellente. Quattro modi differenti di vivere il proprio strumento: con vibrante passione Viviana Velardi il pianoforte, con energico trasporto Edoardo Zosi il violino, con grazia Benedetta Bucci la viola e con matura eleganza il pur giovanissimo Paolo Tedesco (vent’anni ancora da compiere) il violoncello.   

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In apertura di concerto – che sarà replicato mercoledì 23 novembre presso l’Hotel de Galliffet di Parigi – il duo composto da Velardi e Bucci ha eseguito lo splendido Intermezzo per viola e pianoforte, composto nel 1945 da Nino Rota. Omaggio raffinato e nostalgico al violista Piero Farulli, la cui viola è stata suonata proprio da Benedetta Bucci.  

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A seguire il Quartetto per pianoforte e archi in la minore, unica opera cameristica di Gustav Mahler, risalente al 1876, composta quand’era appena sedicenne e lasciata incompiuta. Il quartetto fu in seguito completato, scardinando le austere regole della musica da camera, da Alfred Schnittke in epoca molto più recente, nel 1988. Il risultato è un interessante fusione sentimentale e artistica tra due sensibilità completamente distanti.  

A chiudere il sontuoso programma il Quartetto per pianoforte n.3 in do minore, op 60, scritto da Johannes Brahms nell’arco di un ventennio (dal 1855 al 1875), il tempo necessario a smaltire il tormento, affidato al pentagramma, che lo stava divorando dopo essersi innamorato della moglie dell’amico e collega Schumann, internato per schizofrenia. Quattro i movimenti che lo compongono: Allegro non troppo (do minore); Scherzo. Allegro (do minore); Andante (mi maggiore) e Finale. Allegro comodo (do minore).

Come unico bis i quattro musicisti hanno regalato al numeroso pubblico acclamante un breve valzer lento di Strauss.

Prossimo appuntamento, imperdibile, è per martedì 17 gennaio con il trio Sebastianutto, Baraldi e Salemme.

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