Al Kennedy i raffinati “sbalzi d’amore” di Simona Molinari

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Jazz ed electro swing per il nuovo appuntamento della rassegna Fasanomusica

Abbiamo lasciato Simona Molinari al cinema lo scorso 7 marzo in “C’è tempo”, l’esordio da regista di Walter Veltroni. Ha vestito i panni di una musa ispiratrice e ha curato la colonna sonora della pellicola. Una prova convincente, così come lo è stata quella di ieri sera al Kennedy, in un nuovo appuntamento di Fasanomusica. Si è esibita insieme al suo gruppo storico Mosca jazz band, Claudio Filippini al pianoforte, Gian Piero Lo Piccolo al sassofono e clarinetto, Fabrizio Pierleoni al basso e Fabio Colella alla batteria, in una tappa del suo “Sbalzi d’amore in tour” che anticipa l’uscita del nuovo album.

Simona Molinari è tornata con il nuovo singolo Maldamore, scritto insieme ad Amara, il 23 marzo dello scorso anno. È stato registrato a Roma presso l’Isola Degli Artisti, mentre le sessioni della Big Band e il mix sono stati effettuati nel leggendario The Parlor Studio a New Orleans. Simona Molinari è un’artista capace di aprire al grande pubblico, senza rinunciare però alla ricercatezza del suo jazz ed electro swing. Pensiamo alla hit radiofonica “In cerca di te” e alle due proposte sanremesi, “Egocentrica” del 2009 e “La felicità” del 2013, quest’ultima in coppia con il jazzista newyorkese Peter Cincotti, con cui si è aggiudicata il Disco d’oro, entrambe interpretate ieri sera.

È una jazzista ironica e audace, tra le più interessanti del panorama musicale italiano. La sua ricerca artistica si propone di parlare anche di amore, rinunciando alle strade già battute dagli altri, in un viaggio nella fenomenologia dei sentimenti che attinge a una prospettiva universale per poi diventare rivelatore di realtà personalissime. All’esecuzione dei suoi brani ha affiancato le cover di “Back to black”, “A natural woman”, “Mr Paganini” e una versione della “Carmen” in cinese, versioni così convincenti da impreziosire persino le originali.

La forza di Simona Molinari, che sul palco è espressione di pura raffinatezza, sta proprio nel saper essere accessibile, immediata, ma pur sempre una spanna sopra a chi cede alle lusinghe del pop a ogni costo. È un’artista in grado di portare sulle playlist di Spotify di tutti del buon jazz, forte della sua voce trascinante che si amalgama naturalmente agli arrangiamenti, a cui si accompagnano scelte stilistiche che sono rischio e sfida vinta allo stesso tempo.

Il prossimo appuntamento è al Teatro Kennedy con il duo Paolo Fresu e Gianluca Petrella il prossimo 11 aprile.

Fotoservizio di Mario Rosato

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