
Dai nuovi accertamenti disposti sul telefonino della vittima
FASANO – La riapertura delle indagini sulla morte della giornalista Patrizia Nettis, 41 anni, trovata senza vita nella sua abitazione di Fasano il 29 giugno 2023, per ulteriori approfondimenti di natura tecnica disposta lo scorso 28 gennaio dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, che aveva accolto in parte l’opposizione presentata dai familiari della donna alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, ha portato a una prima novità.
Dai nuovi accertamenti compiuti sullo smartphone della 41enne, compiuti dal Ctu incaricato dalla Procura, è emerso che alle 4.06 della notte del 29 giugno 2023, ovvero dopo l’orario presunto del decesso (stabilito alle 2.20), il cellulare ha registrato la disattivazione del collegamento bluetooth con l’auto della donna. Quindi precedentemente a tale ora il telefonino sarebbe rimasto agganciato all’auto della giornalista.
Si tratta di un particolare di non poco conto che apre scenari diversi, ovvero che l’orario presunto del decesso (in quanto non è stata svolta alcuna autopsia) andrebbe posticipato, oppure che qualcuno avrebbe avuto nella disponibilità lo smartphone e le chiavi della macchina della vittima nelle ore successive alla morte.
Si tratta di particolari che, a detta dei familiari della vittima, forniscono nuovi spunti investigativi.
Le domande a cui dare una risposta sono diverse.
Se Patrizia Nettis era ancora viva alle 4.06, dove è andata con l’auto e a che ora è morta?
Se, invece, alle 4.06 era già morta, chi ha preso le chiavi dell’auto e il telefonino e poi le ha rimesse a posto nella abitazione?




