
Svolta nei giorni scorsi l’udienza di secondo grado
BARI – I giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Bari hanno confermato, nei giorni scorsi, la sentenza di condanna emessa dal giudice di primo grado nei confronti del catanese A.R. (difeso dagli avvocati Anna Romano e Beniamino D’Augusta) alla pena di 3 mesi di arresto per le condotte di molestia e disturbo perpetrate nei confronti della ex tronista fasanese Angelini Natalia (difesa all’avvocato Marcello Zizzi).
A distanza di due anni i giudici di secondo grado hanno confermato, dunque, la sentenza emessa nel luglio del 2023 dal giudice del Tribunale di Bari, Domenico Mascolo, che, a conclusione di una lunga istruttoria dibattimentale, durante la quale erano stati esaminati numerosi testimoni e depositata copiosa documentazione, e dopo le repliche del Pubblico Ministero, aveva condannato lo stalker dell’ex tronista fasanese.
A.R., infatti, era accusato dei reati di stalking e sostituzione di persona nei confronti della Angelini, nota showgirl ed ex tronista del programma televisivo “Uomini e Donne”.
Lo stesso imputato era stato anche condannato a pagare tutti i danni subiti dalla Angelini, oltre alle spese processuali sostenute dalla parte civile. Il catanese era stato, invece, assolto dal reato di sostituzione di persona.
La vicenda processuale trae origine dall’arresto di A.R. avvenuto il 23 febbraio 2021 da parte dei Carabinieri di Monopoli, a cui era seguito il giudizio per direttissima nel corso del quale erano stati esaminati diversi testimoni, tra cui la persona offesa, e depositata copiosa documentazione.
Le diverse condotte persecutorie contestate all’imputato si erano svolte in un arco temporale di circa tre anni, che andava dall’anno 2018 sino al giorno del suo arresto, ed erano consistite principalmente nella creazione di innumerevoli profili social di fantasia per infastidire insistentemente la Angelini, nell’invio di regali non graditi, nel controllare ogni sua attività sui social, conservando nel proprio cellulare numerose fotografie della stessa, e da ultimo nel raggiungerla a Monopoli, attendendola sotto la propria abitazione, in pieno periodo pandemico e nonostante avesse ricevuto una diffida da parte del legale dell’Angelini ad astenersi dal porre in essere ulteriori simili condotte.



