
L’imputato dovrà anche pagare i danni subiti dalla vittima
BARI – Il giudice del Tribunale di Bari, Domenico Mascolo, nei giorni scorsi, a conclusione di una lunga istruttoria dibattimentale, durante la quale sono stati esaminati numerosi testimoni e depositata copiosa documentazione, dopo lo svolgimento dell’udienza del 7 luglio scorso fissata per le repliche del Pubblico Ministero, ha condannato il catanese A.R., difeso dagli avvocati Anna Romano e Beniamino D’Augusta, alla pena di 3 mesi di arresto per le condotte di molestia e disturbo perpetrate nei confronti della ex tronista fasanese Angelini Natalia, difesa all’avvocato Marcello Zizzi.
A.R., infatti, era accusato dei reati di stalking e sostituzione di persona nei confronti della Angelini, nota showgirl ed ex tronista del programma televisivo “Uomini e Donne”.
Lo stesso imputato è stato anche condannato a pagare tutti i danni subiti dalla Angelini, la cui quantificazione è stata demandata al giudice civile, stabilendo da pagare nell’immediatezza una provvisionale di 10 mila euro, oltre alle spese processuali sostenute dalla parte civile. Il catanese è stato, invece, assolto dal reato di sostituzione di persona. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
La vicenda processuale trae origine dall’arresto di A.R. avvenuto il 23 febbraio 2021 da parte dei Carabinieri di Monopoli, a cui è seguito il giudizio per direttissima nel corso del quale sono stati esaminati diversi testimoni, tra cui la persona offesa, e depositata copiosa documentazione.
Le diverse condotte persecutorie contestate all’imputato si sono svolte in un arco temporale di circa tre anni, che va dall’anno 2018 sino al giorno del suo arresto, e sono consistite principalmente nella creazione di innumerevoli profili social di fantasia per infastidire insistentemente la Angelini, nell’invio di regali non graditi, nel controllare ogni sua attività sui social, conservando nel proprio cellulare numerose fotografie della stessa, e da ultimo nel raggiungerla a Monopoli, attendendola sotto la propria abitazione, in pieno periodo pandemico e nonostante avesse ricevuto una diffida da parte del legale dell’Angelini ad astenersi dal porre in essere ulteriori simili condotte.
All’udienza dell’11 maggio scorso il Pubblico Ministero aveva chiesto che l’imputato venisse condannato ad una pena di 2 anni di reclusione.