
Sono stati 4 i fasanesi arrestati l’altro giorno dalla Guardia di Finanza.
FASANO – Sono 4 i fasanesi finiti in manette l’altro giorno nell’ambito di una operazione della Guardia di Finanza del comando provinciale di Bari, con il supporto dei colleghi dello Scico, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha sgominato una organizzazione dedita al traffico internazionale di droga.
Si tratta di Onofrio Vito Salerno, 60 anni, il figlio di quest’ultimo, il 38enne Leonardo Salerno, il 48enne Massimiliano Galasso e il 48enne Massimo Duca (nato a Messina e residente a Torre Canne).
Il centro dell’organizzazione era la città di Andria, da cui venivano organizzate e piazzate partite di droga che rifornivano vari territori. Quindici in tutto le persone finite in manette accusate, a vario titolo, di produzione, traffico e detenzione di droga, riciclaggio e detenzione illegale di armi.
A capo dell’organizzazione, ad Andria, c’erano, infatti, il 61enne Riccardo Campanale, Savino e Michele Sgaramella, rispettivamente padre e figlio di 73 e 43 anni, che si occupavano di piazzare le partite per rifornire il territorio. Gli altri arrestati, insieme ai 4 fasanesi, sono Klisman Curraj, 30enne nato in Albania ma residente a Molfetta: Maurizio D’Azzeo, 50enne, di Bisceglie; Dorian Dushkaj, 33enne albanese residente a Cesano Maderno (Monza); Riccardo Falcetta, 37enne, di Andria; Francesco Lopetuso, 27enne, di Andria; Vito Patruno, 64enne, di Trani. Nell’elenco rientrano anche un irreperibile e un cittadino spagnolo.
La droga (cocaina, marijuana e hashish), secondo quanto appurato dalle indagini, arrivava dall’estero (Belgio, Olanda, Spagna), soprattutto su autoarticolati o auto modificate
Le indagini che hanno portato agli arresti dell’altro è partita quattro anni fa, il 26 ottobre 2019, a seguito dell’arresto del 48enne di origini messinesi residente a Torre Canne, Massimo Duca, fermato, di rientro da Barcellona, al casello autostradale di Saunt Martin de Crau e trovato in possesso, occultati nel rimorchio frigo, 69 pani di cocaina del peso complessivo di circa 75 chilogrammi (che immessi sul mercato avrebbero fruttato oltre tre milioni di euro) e della somma contante di 865.000 euro.
L’organizzazione criminale si serviva di una fitta rete di collaboratori anche nel Brindisino. Secondo le accuse il fasanese Vito Onofrio Salerno avrebbe fornito supporto operativo e logistico e collaborazione attraverso la modifica del rimorchio frigo con la creazione di un sistema a doppiofondo utilizzato per occultare la droga ed il denaro necessario a finanziare l’operazione.
Mentre Galasso avrebbe procurato i criptofonini e bonificato i mezzi dell’organizzazione. Gli inquirenti, infatti, sono riusciti a venire a capo della organizzazione criminale proprio grazie a degli approfondimenti effettuati anche sulla piattaforma “Sky ecc”, utilizzata sui criptofonini.