
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha riformato l’ordinanza restrittiva
FASANO – L’imprenditore fasanese P.L. finito in carcere nei giorni scorsi in quanto destinatario di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo partenopeo, insieme ad altre 6 persone accusate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, ha ottenuto i domiciliari.
Il Tribunale del Riesame, a cui si era rivolto l’avvocato Marcello Zizzi, difensore di fiducia dell’indagato, nell’udienza di mercoledì scorso ha riformato l’ordinanza restrittiva, sostituendo “la misura in atto con quella degli arresti domiciliari”.
In applicazione di quanto disposto dai giudici, P.L. ha lasciato il carcere di Brindisi e, “senza accompagnamento da parte della Polizia”, ha raggiunto l’abitazione, ubicata a Pezze di Greco, dove resterà ristretto in regime di detenzione domiciliare.
Nei giorni scorsi a smantellare una organizzazione dedita alla importazione di stupefacenti sull’asse Barcellona-Napoli erano stati i Carabinieri, che avevano arrestato 7 persone, tra cui il fasanese.
Secondo quanto accertato dagli investigatori la società che aveva a capo il fasanese, che ufficialmente si occupava della commercializzazione di prodotti agricoli, in realtà avrebbe utilizzato i prodotti agricoli come copertura per trafficare droga e per organizzare le spedizioni di hashish e marijuana nel capoluogo catalano.
L’indagine, partita nel 2019, aveva preso il via quando i Carabinieri hanno sequestrato un carico di 1,3 tonnellate di hashish e marijuana, droga importata dalla Spagna da soggetti vicini al clan Contini.
Praticamente i mercati ortofrutticoli servivano alla camorra per far arrivare la droga in Campania dalla Spagna. Le strutture di cui i clan si sono servite sono quelle di Pozzuoli, Volla, Giuliano e Capua.
“L’organizzazione criminale – è stato ricostruito dagli investigatori –, al fine di occultare l’illeicità delle operazioni, si serviva di una società regolarmente operante che acquistava i prodotti agricoli. Le sostanze stupefacenti venivano occultate tra i prodotti ortofrutticoli a loro volti stipati in bins che venivano poi scaricati presso depositi siti in alcune aree mercatali di Napoli e provincia”.
La società faceva capo proprio al fasanese, il quale acquistava frutta e verdura destinate ai mercati di Volla e Pozzuoli. Proprio nel fondo dei contenitori di plastica che contenevano la frutta veniva nascosta la droga, che veniva poi recuperata una volta giunta a destinazione.
La settimana scorsa P.L. si era presentato presso la compagnia dei carabinieri di Fasano accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Marcello Zizzi, dopo di che era stato condotto nel carcere di Brindisi.
Nei giorni successivi all’arresto il fasanese era comparso, in modalità di videocollegamento, dinanzi al gip di Napoli per l’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Da mercoledì scorso ha ottenuto i domiciliari.