
Il laboratorio del dott. Emanuele Vinci lavora incessantemente in questi giorni. Ecco cosa ci raccontano i primi dati sulla diffusione del virus a Fasano
FASANO – Secondo gli esperti della “Fondazione Gimbe” per «Il Corriere della Sera», la Puglia ha il più basso livello di sorveglianza d’Italia. La nostra regione ha scoperto solo 19 positivi per 100 mila abitanti tra il 22 aprile e il 20 maggio, ma ha fatto meno di un terzo dei tamponi della Basilicata. Qualcuno si chiede se questo metodo possa far correre il rischio di intercettare meno positivi, perché si sa che chi cerca trova.
Secondo il professore Pierluigi Lopalco (a capo della task force della Regione Puglia), la strategia pugliese è quella giusta, perché ha risparmiato risorse e si è concentrata sui sintomatici e sui loro contatti. Lopalco ha già spiegato che si fanno pochi tamponi perché i casi sono pochi, ma ci sono regioni come il Veneto che hanno una strategia molto diversa.
Per contenere il contagio, è partita in tutta Italia un’indagine di sieroprevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2: l’obiettivo è capire quanti italiani abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo CoronaVirus, anche in assenza di sintomi. L’operazione è stata avviata dal Ministero della Salute e dall’Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana. Tra i duemila comuni coinvolti c’è anche Fasano: saranno eseguiti 150 mila test per ogni comunità coinvolta.
Ma la nostra città ha già anticipato la linea nazionale da quasi due settimane: infatti, presso il laboratorio di medicina e analisi Ebm (diretto dal dott. Emanuele Vinci) numerosi cittadini, non solo fasanesi, si stanno sottoponendo al test della DiaSorin (utilizza un sistema di rilevazione “flash” con chemiluminescenza detto “CLIA”) sugli anticorpi IgG.
I test sono iniziati, nel laboratorio fasanese di via “Leonardo da Vinci”, circa due settimane fa: da allora si sono sottoposti al controllo circa cinquecento tra fasanesi, monopolitani, ostunesi, cistranesi e locorotondesi. «Ad oggi – afferma il medico Emanuele Vinci – hanno sviluppato gli anticorpi circa il 2/2,5% dei testati e, quindi, poco meno di quindici persone (a cui non è stato mai effettuato il tampone) sono entrati in contatto col virus: il SARS-CoV-2 ha circolato nelle nostre zone, ma non in maniera diffusa. Questo dato può essere considerato positivo perché vuol dire che il virus è stato contenuto, anche e soprattutto, grazie al lockdown, ma può avere un aspetto negativo in previsione di un’eventuale seconda ondata di contagi. Poche persone entrate in contatto col virus in questa prima fase potrebbero essere interessate invece in autunno».
Secondo il dott. Emanuele Vinci, «i risultati dei test seriologici che si stanno effettuando in queste settimane sono identici in tutto il centrosud Italia. Questo – afferma Vinci – potrebbe significare che le condizioni climatiche potrebbero aver tenuto lontano il Covid19 e che le misure di contenimento siano arrivate prima che il virus potesse raggiungere le nostre zone. Quindi, ora dobbiamo essere ancora più bravi per una eventuale seconda ondata, come lo siamo stati finora, mantenendo il distanziamento sociale, usando le mascherine e lavandoci sempre le mani. I fasanesi – afferma il dott. Vinci – mi sembrano essere molto diligenti, stanno mantenendo alta l’attenzione: quando sono in giro, noto un’altissima percentuale di gente che indossa la mascherina e non vedo grandi assembramenti».
Per il responsabile del laboratorio di medicina e analisi Ebm di Fasano, «adesso tocca ai medici di base, di medicina generale e ai pediatri fare attività di sorveglianza perché dovranno svolgere un ruolo di sentinella, dovranno essere in grado di cogliere i primi allarmi. Inoltre – continua Vinci – spero che la vaccinazione antinfluenzale parta già a settembre (anziché novembre/dicembre) poiché chi presenterà sintomi da influenza, se vaccinati, saranno maggiormente attenzionati perché possibili contagiati da Coronavirus».
Il dott. Vinci punta molto sul ricorso al test seriologico: molte aziende (soprattutto del comparto turistico e agricolo non solo del fasanese) stanno facendo sottoporre i propri dipendenti al controllo, rivolgendosi proprio all’Ebm. Coloro che hanno sviluppato gli anticorpi non sono costretti alla quarantena: basterà rivolgersi al proprio medico curante che valuterà se richiedere il tampone.
«Un test – afferma Vinci – che serve per la tutela degli operati e della clientela: con il nostro test Clia, i risultati si hanno nel giro di 24 ore e sono altamente attendibili, poiché il tampone nasofaringeo fornisce solo false sicurezza, mentre il sierologico misura gli anticorpi neutralizzanti che ti consentono di bloccare il virus».
Ma i cittadini scoperti con gli anticorpi al Covid19, quando potrebbero aver contratto il virus? «Quasi tutti – conclude Vinci – hanno affermato di aver avuto sintomi nel mese di marzo, solo un paio ad aprile». A dimostrazione, quindi, che le misure di lockdown imposte dal Governo sono arrivate nel momento giusto per la Puglia.