
L’impiegato comunale scomparso qualche giorno fa
FASANO – Riceviamo dal vicesindaco di Fasano Luana Amati e pubblichiamo un ricordo di e per Lorenzo De Leonardis, l’impiegato comunale fasanese scomparso improvvisamente qualche giorno fa.
LA PREMESSA
A qualche giorno dalla scomparsa di Lorenzo, quando il clamore del momento ha lasciato il posto alla memoria meditata, sento il desiderio ed il dovere di condividere con l’intera città di Fasano, con la sua famiglia e con tutti i colleghi del Comune il messaggio che ho custodito per Lui. Avevo preparato queste righe per donargliele durante la cerimonia funebre ma per senso delle istituzioni e per rispetto verso la sacralità del luogo e ed il dolore dei suoi cari ho preferito evitare qualsiasi sovrapposizione o rigidità procedurale.
Tuttavia il messaggio di un’intera comunità per un suo servitore fedele, per uno storico amico e per un uomo buono impegnato nella nostra città in tanti campi da quello amministrativo a quello sportivo a quello sociale non ritengo debba restare chiuso in un foglio piegato Per questo scelgo di condividerlo qui, affinché la storia di Lorenzo, prematuramente ed improvvisamente scomparso, e la gratitudine di tutti noi restino scritte nel tempo.
IL RICORDO
Ci sono giorni in cui la morte non spegne soltanto una vita ma sembra abbassare d’improvviso la luce di un’intera città. E noi restiamo qui, con le mani vuote e il cuore arreso, a chiederci perché la morte debba avere questo modo così feroce e frettoloso di irrompere tra le nostre giornate.
Quando ci travolge una brutta notizia, il primo gesto che facciamo molto spesso in tempi moderni, — quasi per un riflesso disperato — è prendere in mano il telefono e andare a cercare il contatto di chi non c’è più. Lo facciamo per cercare una traccia, per riascoltare una voce, per rimanere ancora aggrappati a un filo di vita. Io l’ho fatto per Lorenzo. E navigando tra le sue cose ho scoperto il suo ultimo stato, pubblicato l’altra sera alle 19.13: la sua foto da bambino piccolissimo, in bianco e nero, e sotto quella sue parole schiette: «Da questa foto in poi ho sempre lavorato. Mo avast. Sono in pensione. Ahhhhh!».
Io quel fermo immagine l’ho rubato con uno screenshot e lo custodisco come un tesoro di verità. Ma quel gesto oggi mi fa riflettere sulla nostra umana, dolorosa fragilità: ci dimentichiamo di manifestare tutto il nostro bene alle persone mentre camminano al nostro fianco, e poi, di fronte ad un contatto che tace per sempre, vorremmo solo riavere un minuto per dirgli tutto quello che in vita non gli abbiamo detto. È un sentimento di rimpianto che provo io stessa, come l’amica di sempre.
In quel suo sospiro — «Ahhhhh!» — c’era il diritto sacrosanto di godersi la libertà dopo una vita intera di fatica. Eppure Lorenzo non sapeva e non voleva stare solo. Glielo avevamo chiesto anche noi di continuare a venire al Comune; e lui, persino durante le ferie di prepensionamento e in questi primissimi giorni di agosto da pensionato, ha continuato a varcare quella porta. Non volevamo che rimanesse solo a pensare, e lui accettava voleva stare lì, dove batteva il suo cuore.
Lorenzo ha servito la città di Fasano per quasi tutta la vita lavorativa con una generosità antica. Ha cominciato da giovane nella Polizia Locale, come vigile urbano tra le strade e la gente, lasciando buoni ricordi tra i colleghi del Corpo con i quali ha condiviso anni di servizio sulla strada e che ora si uniscono nel suo ricordo con sincera commozione.. E poi ha continuato a servire la città negli uffici del Comune. È stato un uomo forte, capace di combattere in silenzio anche battaglie dure e dolorose come la malattia, protetto dall’affetto di chi gli è stato accanto e ha tenuto stretta quella storia insieme a lui. E quella forza tenace con cui ha attraversato le tempeste della vita Lorenzo la portava sulla sua scrivania trasformandola in generosità per gli altri.
Occupava lo spazio a modo suo con una presenza viva, rumorosa a volte anche testarda ed incalzante. Difendeva le sue idee con una verve passionale persino dura con la caparbietà di chi non sa mentire ma in fondo la sua era una ruvidezza di facciata perché un secondo dopo cercava subito la battuta, la scappatoia del sorriso, la riconciliazione. Aveva bisogno di cucire ogni strappo perché il suo cuore non sapeva portare rancore. Ed io sono qui come amica con il dolore grande di chi gli voleva bene ma sono anche qui come il suo ultimo vicesindaco ed assessore a portare il cordoglio di tutta l’intera città di Fasano. Porto l’abbraccio stretto dell’amministrazione, di tutta la sua grande famiglia di lavoro del Comune: dai dirigenti, ai Comandanti ai colleghi di ieri e di oggi, che in Lorenzo hanno riconosciuto un servitore fedele, schietto, generoso e appassionato, della sua ultima Dirigente Maria Cornacchia, con cui ha concluso il suo percorso, e di ogni compagno di lavoro dell’ultimo settore nel quale Lorenzo ha donato il suo impegno, quello del Patrimonio, Demanio e Toponomastica. Da Valentina a Graziana, da entrambi i Giuseppe a Cosimo, da Antoniana ad Anna Rita: per ciascuno di loro Lorenzo è stato molto più di un compagno di stanza. È stato una certezza.
Lorenzo portava con sé il profumo denso della nostra terra, quel filo sottile che lega la memoria di ieri al presente che viviamo. Era fiero delle sue radici, orgoglioso di suo padre Peppino e di quel soprannome antico, “Trecentesm”, che altri avrebbero forse taciuto per pudore e che lui, invece, pronunciava ad alta voce con orgoglio ed una fierezza autentica, restituendogli un suono pieno, caldo, vibrante la fierezza di chi appartiene ad una famiglia, alla civiltà del lavoro e dei valori autentici.
Ma sopra ogni cosa, sopra il dovere, sopra il servizio alla città, la missione più grande di Lorenzo era l’essere padre. Di Christian e di Virginia mi parlava sempre con gli occhi che si illuminavano di una luce speciale. Un amore infinito, continuo. Cercava ogni giorno di abbattere ogni distanza con la sua disponibilità e la sua presenza pur di arrivare al centro del loro cuore. A Christian e Virginia voglio dire di continuare a portare ora più che mai il cognome, la storia e l’insegnamento di vostro padre con un orgoglio gigante, perché siete i figli di un uomo buono che vi lascia l’eredità più bella, la stima e l’affetto di un intero paese. E ad Angela, che con lui ha condiviso la storia profonda che ha dato origine a questa famiglia, resta la certezza che il bene vero non si cancella.
Un pensiero di infinita tenerezza va alla sua mamma: a lei ci stringiamo con rispetto, dicendole che il suo Lorenzo ha seminato solo amore e che l’insegnamento che gli ha dato è diventato il patrimonio di tutta Fasano. A Lei, ad Alma, Angelo, Roberto e Adriano, ad Angela, a Christian e Virginia diciamo che questo peso immenso non lo portate nella solitudine: questa comunità è custode di tutto il bene che Lorenzo ha piantato, ed è un bene che non muore.
E a te, Lorenzo… tu che dietro quella corazza da uomo schietto eri così profondamente sensibile, tu che ti commuovevi per ogni gesto di verità… io spero che dal posto in cui ti trovi adesso tu possa volgere uno sguardo alla nostra Fasano. Spero che tu possa sentire l’affetto che resta per te e che, tu possa sorridere e piangere, proprio come sapevi fare tu. Ma questa volta tu possa piangere di pura gioia, per la meraviglia di scoprire quanto sei stato, e quanto sei, immensamente amato.
Non ti perdiamo, Lorenzo. La storia di questa città ti scrive tra le sue righe più vere.
Fai buon viaggio. Ora riposati davvero.
Luana Amati



