
E le famiglie di contrada Fascianello protestano per il mancato estendimento della rete idrica
FASANO – Ha davvero dell’incredibile quanto sta accadendo da qualche giorno sulla strada comunale Tumigno, lì dove si sta realizzando (con notevoli tempi di ritardo) la pista ciclabile che collegherà piazza Ciaia alla stazione ferroviaria di Fasano, e che interesserà via Musco, via Fascianello e la strada comunale Tumigno. Durante la settimana appena trascorsa sono stati montati (ed entrati subito in funzione) i pali della pubblica illuminazione, ma tra giovedì e venerdì scorso due di questi sono stati seriamente danneggiati da altrettante autovetture che si sono scontrate contro di essi.
Nel primo caso, uno di questi pali si è girato su se stesso e, notando la base di cemento molto precaria, non si esclude che sia stato il vento forte di scirocco a provocare il primo danno (palo poi ripristinato il giorno dopo, ma non la base di cemento). Nel secondo caso, nella notte tra venerdì e ieri, uno dei pali è stato quasi completamente abbattuto ed è certo (visto il danno) che sia stata un’autovettura a finire contro di esso. Solo un po’ di fortuna ha voluto che il palo non cadesse sulla sede stradale.
Non iniziano certo sotto buoni auspici i lavori di costruzione della pista ciclabile e pedonale in questione, voluta dall’Amministrazione comunale, realizzata con tempi fortemente rallentati. Progetto approvato e finanziato un anno fa, i cui tempi si stanno facendo ormai inesorabilmente lunghi. Da oltre tre mesi sono stati affissi i cartelloni del progetto, finanziato dal “P.O.R. Puglia FESR-FSE 2014-2020 – Percorsi ciclabili e ciclopedonali“, ma da allora sono stati montati solo i pali dell’illuminazione e tracciati con spray (ormai scoloriti dal tempo) i muretti da abbattere e l’asfalto che sarà interessato dalla pista.
La strada comunale Tumigno ad oggi continua ad essere nota solo per i numerosi bustoni di spazzatura abbandonati ai bordi della sede stradale, per un asfalto pieno di buche, per un sottovia che si allaga durante ogni temporale e per le decine di famiglie che attendono, senza alcuna risposta da parte della politica, l’estendimento della rete idrica. Centinaia di residenti che non hanno l’allaccio all’Acquedotto Pugliese e che sono costretti a prelevare l’acqua dalle falde o acquistarle dai trasportatori di cisterne.