Adottati gli atti per le eradicazioni dei due ulivi infetti da Xylella ritrovati a Fasano

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Ne da notizia il consigliere regionale Fabiano Amati

FASANO – La Regione Puglia ha adottato ieri (24 settembre) gli atti propedeutici alla estirpazione dei due ulivi infetti da Xylella ritrovati nel Fasanese nei giorni scorsi.

Ne da notizia il consigliere regionale Fabiano Amati.

“Sono state adottate oggi (ieri – ndr)  le determine dirigenziali per l’estirpazione degli ulivi infetti a Carovigno (14), Ostuni (1), San Vito dei Normanni (1), Taranto (14), Carosino (1) e Fasano (2). Nelle prossime ore saranno adottate quelle riguardanti Ceglie Messapica, San Michele Salentino e Francavilla Fontana. Invito i sindaci e i proprietari delle piante a collaborare nell’esecuzione dei provvedimenti, perché solo così abbiamo la possibilità di evitare l’ulteriore allargamento della zona di contagio”.

È quanto dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, con riferimento agli esiti dell’ultimo monitoraggio disponibile del 2019 e alla conseguente adozione dei provvedimenti di estirpazione.

“C’è la necessità di evitare il ripetersi di clamorosi errori del passato per provare a scongiurare il dilagare del batterio nella Puglia centrale e così non aver nulla di cui rimproverarsi – spiega Amati –. Per questo motivo, e senza attendere i tempi oggettivamente più lunghi dell’Arif, auspico che i sindaci dei comuni interessati, a cui sono stati notificati gli atti d’estirpazione, collaborino con la Regione Puglia, assistendo i proprietari delle piante infette nella più rapida e preferibile esecuzione volontaria dei provvedimenti”.

“Il procedimento d’esecuzione prevede, infatti, la possibilità di estirpare volontariamente gli alberi infetti, che può avvenire con le seguenti modalità: manifestazione della volontà d’estirpare volontariamente entro 10 giorni dalla data di notifica, attraverso la compilazione e l’invio (anche a mezzo pec mail) di un modulo scaricabile su www.emergenzaxylella.it; comunicazione –  almeno 5 giorni prima dell’avvio dei lavori –  della data d’estirpazione, che deve comunque avvenire entro 10 giorni dalla data di comunicazione della volontà di estirpare; effettuazione dei trattamenti fitosanitari preventivi autorizzati (Acetamiprid, Deltametrina, Fosmet o Prev-Am); estirpazione con mezzi meccanici; distruzione in loco della parte frondosa dell’albero, separata dal tronco, mediante trinciatura o (se consentito) bruciatura; obbligo di comunicazione alla Soprintendenza di eventuali ritrovamenti fortuiti d’interesse archeologico”.

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