
Il proprietario di Lido Verdemare risponde al sindaco: “Disponibile a realizzare una nuova spiaggia libera con servizi a mie spese. Attendo la scelta politica”
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Renè De Picciotto.
“In relazione pronta risposta alla mia ‘missiva’ — con cui volevo semplicemente informare e scusarmi con gli utenti del lido – il sindaco ha ritenuto opportuno rilasciare un comunicato stampa inesatto ed aggressivo.
Il fatto che, immotivatamente, mi sia stato dato per ben due volte del bugiardo merita delle puntualizzazioni immediate.
Fino a prova contraria, sono io a scegliere se realizzare o meno una spiaggia libera con servizi sulla mia proprietà privata e con le mie risorse economiche. Il Comune può solo impedirmelo, proprio come ha tentato di fare negli ultimi sei anni.
Al di là delle argomentazioni del Sindaco Zaccaria sulle ‘privatizzazioni striscianti’, vorrei ricordare alcuni dati incontestabili: il 95% della spiaggia insiste interamente sulla mia proprietà privata e il restante 5% è rappresentato dalla concessione demaniale, che serve unicamente per posizionare le scalette di discesa al mare.
Ci troviamo di fronte a un paradosso evidente: la mia società paga una concessione demaniale e sostiene interamente le spese di realizzazione e manutenzione delle scale solo per avere il permesso di far accedere i cittadini al mare gratuitamente. Se non riesce a capire questo paradosso il Sindaco, lo capirà chiunque leggerà queste righe.
Non mi pare che questa Amministrazione abbia fatto realizzare altre spiagge libere con servizi in questi anni. Per questo motivo, passo ai fatti: sono disponibile a offrire subito una parte della mia proprietà — un tratto di costa di circa 1,7 km — per realizzare una nuova spiaggia libera con servizi a partire dalla prossima estate, sempre a spese della mia società.
Attendo la scelta politica.
Negli ultimi anni, con riferimento alle spiagge in questione, il Comune di Fasano ha messo in atto un vero e proprio ostruzionismo: 12 dinieghi di permesso e ben 4 ordinanze di demolizione emanate.
Se non avessi impugnato tutti questi provvedimenti dinanzi al TAR — in particolare quelli dello scorso maggio — l’area privata dove sorge il chioschetto oggi sarebbe un cantiere recintato per la demolizione, inaccessibile agli utenti almeno fino a metà luglio.
Il rimborso delle spese legali è parziale e simbolico, perché per mantenere in vita quel chiosco e quel parcheggio ho dovuto spendere almeno cento volte tanto in vie legali.
Voglio sperare che questo dibattito tristemente inutile si concluda qui e che il Sindaco si faccia consigliare al meglio su questo argomento nel modo più utile per i cittadini fino alla fine del suo mandato.”




