
Istituzioni, scuole e Terzo Settore insieme per costruire un sistema territoriale più coeso e capace di rispondere alle nuove sfide educative
FASANO – Si è svolto lo scorso 4 giugno 2026, nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano, il primo incontro del Tavolo Tecnico per l’Educazione promosso dal CIISAF nell’ambito del progetto di Comunità Educante “Educandis”.
L’iniziativa rappresenta l’avvio di un percorso strutturato finalizzato a rafforzare la collaborazione tra scuole, enti locali e Terzo Settore, con l’obiettivo di costruire un sistema educativo territoriale sempre più integrato e capace di affrontare le nuove fragilità sociali ed educative che interessano il mondo giovanile.
All’incontro hanno preso parte i rappresentanti dei Comuni dell’Ambito Fasano-Ostuni-Cisternino, il direttore del CIISAF Antonio Calabrese, il Garante della Comunità Educante Giovanni Cisternino, il responsabile della comunicazione Cosimo Saracino, oltre ai dirigenti scolastici, ai referenti delle associazioni e agli enti del Terzo Settore attivi sul territorio.
Il Tavolo Tecnico nasce con finalità operative precise: definire una cornice educativa condivisa, individuare priorità e criticità emergenti, progettare interventi coordinati tra scuola, servizi sociali e Terzo Settore e rafforzare la corresponsabilità educativa tra istituzioni e comunità.
Nel corso del suo intervento, il Garante della Comunità Educante Giovanni Cisternino ha illustrato la struttura del progetto Educandis, spiegando come la sperimentazione sia partita dalle scuole per poi estendersi progressivamente alle associazioni del Terzo Settore, alle parrocchie e alle altre realtà sociali del territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata alle fragilità che caratterizzano le nuove generazioni. «Molti ragazzi – ha sottolineato Cisternino – pagano ancora lo scotto del Covid. Le relazioni sono più fragili e spesso mediate da schermi e piattaforme digitali. Si preferiscono rapporti a distanza, con un progressivo indebolimento delle competenze sociali reali».
Nel dibattito è stato inoltre chiarito il ruolo del Garante della Comunità Educante. Rispondendo a una domanda posta dall’associazione Humanamante, Cisternino ha precisato che la figura del Garante, così come prevista dallo statuto, non esercita funzioni giuridiche né dispone di poteri amministrativi, ma svolge un’importante attività di ascolto, raccolta e promozione delle istanze provenienti dal territorio da sottoporre ai Comuni dell’Ambito. Una funzione di raccordo e facilitazione finalizzata a orientare le politiche educative locali.
Tra le novità emerse durante l’incontro, anche l’annuncio dell’apertura di una sede fisica dedicata alla Comunità Educante del Consorzio, che sarà ospitata a Pezze di Greco, nel territorio del Comune di Fasano. La struttura diventerà il punto di riferimento operativo per attività, incontri, coordinamento e supporto alle organizzazioni coinvolte nel progetto.
Di particolare interesse anche l’intervento tecnico di Angelo Laguardia, Disability & Diversity Manager, che ha richiamato l’attenzione sul valore strategico dei Progetti di Vita previsti dal Decreto Legislativo 62 del 2024.
Laguardia ha evidenziato come il Progetto di Vita, pur essendo oggi previsto dalla normativa esclusivamente per le persone con disabilità, rappresenti un modello metodologico di grande utilità anche per la prevenzione delle fragilità educative e sociali che coinvolgono i giovani. Si tratta infatti di uno strumento che consente di costruire percorsi personalizzati orientati all’autonomia, all’inclusione e alla piena partecipazione alla vita della comunità.
Nel suo intervento ha inoltre chiarito che gli strumenti compensativi previsti dalla normativa non costituiscono un costo aggiuntivo per gli enti pubblici, poiché rientrano negli obblighi di accomodamento ragionevole e nelle misure essenziali di supporto previste dall’ordinamento.
Lo stesso Laguardia ha poi evidenziato una criticità attualmente presente sul territorio, sottolineando come l’Ambito Fasano-Ostuni-Cisternino non abbia ancora avviato la sperimentazione prevista dal D.Lgs. 62/2024, con il rischio di rallentare l’applicazione di strumenti innovativi fondamentali per la presa in carico delle persone con disabilità.
Nel corso del confronto sono stati approfonditi numerosi temi, tra cui gli strumenti operativi della Comunità Educante, il ruolo dei soggetti firmatari del Patto Educativo, le priorità emergenti del territorio, il contrasto alla dispersione scolastica, il sostegno alle famiglie e la necessità di rafforzare la collaborazione tra scuola, servizi sociali e Terzo Settore attraverso un approccio realmente integrato.
Il Tavolo Tecnico proseguirà nelle prossime settimane con una serie di incontri tematici dedicati alla mappatura dei bisogni educativi, alla definizione di linee guida condivise, alla progettazione di interventi comuni e al monitoraggio delle azioni previste dal Patto Educativo.
L’obiettivo finale è la costruzione di un ecosistema educativo territoriale stabile, inclusivo e partecipato, capace di rispondere in modo concreto e coordinato alle sfide educative contemporanee e di accompagnare bambini, ragazzi e famiglie nei percorsi di crescita e sviluppo della comunità.



