
Forse gli utenti non sono ancora del tutto consapevoli dei pericoli che si corrono in rete
L’attenzione sul binomio web-sicurezza è oggi molto alta. Del resto proprio qualche giorno fa alcuni ricercatori inglesi del National cybersecurity center hanno appurato che più di 30 milioni di profili hackerati avevano una password semplicissima. La sequenza di numeri da 1 a 7 o da 1 a 9, così come il nome, la data di nascita o la squadra del cuore rientrano nella lista di password facilmente accessibili.
Questo dato dimostra che forse gli utenti non sono ancora del tutto consapevoli dei pericoli che si corrono in rete, quando non ci si tutela adeguatamente. Cambiare continuamente password e optare per parole inventate o combinazioni difficili dovrebbe essere un mantra per tutti coloro che hanno un profilo online e rischiano di imbattersi nel furto dei propri dati sensibili.
Eppure se da un lato questo quadro scoraggia, perché spesso ad essere vittima degli hacker non sono soltanto utenti inesperti, ma anche grandi aziende (vedasi il caso dell’app McDonald’s violata da alcuni malintenzionati, che hanno acquistato a spese dei clienti) dall’altro alcune cose sono migliorate.
Si pensi ad esempio agli acquisti online che danno a chi effettua il pagamento la possibilità di essere a conoscenza anticipatamente delle procedure e delle condizioni utili anche in caso di problemi o rimborso. Inoltre, oggi prima di intraprendere una qualsiasi transazione online, si possono ricercare su internet recensioni o feedback e diventa più semplice capire anche se il sito è affidabile o meno.
A proposito di affidabilità, anche il mondo dei giochi online dà ai fruitori degli strumenti in più per verificarne la legalità. Si pensi ad esempio ai siti di casino online; quelli legali indicano chiaramente il numero di licenza rilasciata dai Monopoli di Stato, numero facilmente verificabile direttamente dal sito dei monopoli. Questo significa che non c’è rischio di subire truffe, perdere soldi o giocare illegalmente. I siti sicuri sono in generale riconoscibili grazie al codice di sicurezza presente nell’url: HTTPS.
Ma in sintesi siamo o meno più sicuri di prima?
Forse la verità sta nel mezzo, poiché se è vero che per ogni sistema di sicurezza sofisticato c’è un hacker pronto ad affinare le sue tecniche per aggirarlo, d’altra parte è pur vero che oggi più di prima anche gli utenti sprovveduti possono tutelarsi in poche mosse: informandosi e mettendo in pratica quanto acquisito.