
Nel 2017 fu accusato in Svizzera di numerosi capi d’accusa, poi assolto
LUGANO (SVIZZERA) – Da meno di una settimana il nome del fasanese Marco Sansonetti continua a riempire la stampa della Svizzera italiana, con la pubblicazione di un libro della figlia diciasettenne, Marlise, che sta creando non poche polemiche.
“Quando il potere è nelle mani sbagliate” è il titolo del libro che sta facendo discutere e che sembra preannunciare un successo editoriale, da qualche giorno uscito sul portale Amazon. Una pubblicazione che racconta la storia giudiziaria che ha fatto tremare i vertici del Governo Ticinese, per un mandato pubblico milionario che gli fu affidato nel 2014 e terminato con forza nel 2017 con l’arresto preventivo di Sansonetti accusato di ben 14 capi d’imputazione.
Pesanti le ipotesi di reato nei suoi confronti tra cui: corruzione, truffa, usura, sequestro di persona, violenza e tanti altri. È stato uno dei casi mediatici piú seguiti, ribattezzato lo “scandalo Argo 1”, dove Marco Sansonetti è stato per anni indicato come il “deux ex machina”, il grande corruttore, il burattinaio in grado d’infiltrarsi nei corridoi e negli uffici di Palazzo, fin nel cuore del Parlamento Ticinese.
Una storia che vede coinvolti, tra gli altri, polizia, alti funzionari dell’Amministrazione Pubblica, personaggi del mondo politico e forense nonché giornalisti.
Un libro verità di centosessanta pagine che racconta le due vicende giudiziarie con le quali è stato confrontato il fasanese Marco Sansonetti. Un libro che descrive i momenti dell’ottenimento del mandato milionario, dell’arresto, della scarcerazione, del processo e dell’assoluzione finale. Un libro che nella Svizzera italiana sta creando discussione e sta dividendo l’opinione pubblica anche in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Governo cantonale. Un libro che punta i riflettori su un Consigliere di Stato in carica, il cui operato e la sua posizione vengono messi in dubbio.
Sembrerebbe che l’obiettivo di Sansonetti sia proprio quello di accendere un faro su una vicenda conclusa solo a metà, senza che la Magistratura abbia mai fatto chiarezza sulle amicizie pesanti e improprie dello stesso Consigliere Federale, con risvolti anche nei mandati milionari che proprio Sansonetti è riuscito ad aggiudicarsi e che gli sono stati poi tolti.

