
Con il musical “L’ultima strega”
FASANO – “Il successo arriva quando l’opportunità incontra la preparazione”. Ed è proprio il caso del giovane fasanese Antonio Rotondo che i prossimi 14 e 15 giugno calcherà il palcoscenico del Teatro Sistina di Roma con il musical “L’ultima strega”, diretto dal regista Andrea Palotto, con musiche originali di Marco Spatuzzi, riportato in scena per la terza volta con un cast del tutto rinnovato.
«Ho iniziato a studiare canto all’età di 22 anni con Grazia D’Aversa – racconta Antonio – poi canto lirico per due anni al Conservatorio “Nino Rota”, affacciandomi anche al mondo del teatro e del musical presso “Studio 54” di Simona Ancona, esibendomi così nei musical di fine anno con la regia di Graziano Galatone, uno dei maggiori protagonisti del musical italiano interprete anche di Febo in “Notre Dame de Paris” di Riccardo Cocciante». Antonio ha studiato inoltre canto jazz nell’accademia barese “Il Pentagramma” e recitazione con Laura Sammataro. Nell’ottobre 2016, a Roma per un viaggio di piacere, ha partecipato quasi “per gioco” al provino dell’accademia del musical di Enrico Sortino, superandolo. Questo gli ha permesso di cominciare un percorso all’interno della scuola, diplomandosi lo scorso 25 maggio affrontando esami di danza, canto e recitazione.
La sua formazione a 360 gradi lo ha condotto ora ad essere parte del cast de “L’ultima strega”.
Nel 2008, a più di 226 anni dall’esecuzione nella pubblica piazza, avvenuta nel lontano 1782, il parlamento cantonale di Glarona si è pronunciato per la riabilitazione di Anna Goeldi, ultima donna in Europa ad essere condannata a morte per stregoneria. Ed il musical drama, “L’ultima strega”, ne racconta, appunto, la drammatica vicenda.
La storia comincia con due giornalisti che in redazione, la sera di Natale, indagano sulla vita della strega, basandosi su un libro ricevuto in regalo; affascinati dalla trama, iniziano a sfogliarne e leggerne le pagine, ponendosi domande: “Ma chi era veramente?”, “E’ stata davvero l’ultima strega d’Europa?”… si ritrovano così, improvvisamente, letteralmente catapultati nel 1782 a Glarona ed ha inizio la loro singolare avventura.
Da quel momento è tutto un andare a ritroso nel tempo per ricostruire la cronologia dei fatti accaduti, in cui ogni enigma ne genera a sua volta uno più grande, senza arrivare alla risposta definitiva.
Anna è una donna sola, ma fiera, emancipata e intraprendente, che arriva nel piccolo paese fra le montagne della Svizzera dove inizia a lavorare per la famiglia di Johan Jakob Tschudi, il medico-giudice moralista della piccola cittadina (più interessato a ottenere il consenso che a indagare la verità), con il quale, però, si intreccia il suo passato, un passato pieno di misteri e segreti. Ben presto la donna si trova a fare i conti con la diffidenza degli abitanti del posto naturalmente portati all’esclusione del diverso e al sospetto nei confronti del forestiero; infatti la piccola comunità, sobillata anche dal giudice, comincia a credere ai pettegolezzi che attribuiscono tutti gli eventi naturali negativi che accadono nel paese all’opera ed alla presenza malefiche della donna. Basta uno sguardo, un chiodo a terra, una parola, un “sentito dire”, che diventano subito soffi di vento in un’eco lontana, fino ad urlare poi quella terribile accusa di stregoneria. Una sola persona si schiera con lei, la figlia del predicatore, che si sente legata ad Anna in maniera misteriosa ed inspiegabile.
In pieno Illuminismo, nel secolo del trionfo della ragione e della scienza, nel paesino svizzero, dunque, si respira un’aria assurdamente “medievale” e si conduce un’esistenza grama, schiacciati ancora dal peso dei fantasmi del passato, stregonerie, fatture, pratiche malefiche, mentre in Francia Diderot già lavora alla stesura della sua “Encyclopédie” e gli scritti di Voltaire entrano nel cuore di Federico II di Prussia.
«È il mio primo musical da professionista – continua entusiasta Antonio – Sono felicissimo di far parte del cast di un musical inedito e soprattutto di debuttare al Sistina. È per me un’emozione affiancare dei veri professionisti come Valeria Monetti e Marco Stabile».