
La lettera del direttore del “Sacro Cuore”
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di don Donato Lioi, direttore del “Sacro Cuore”.
“Durante l’estate il tempo libero aumenta e molti ragazzi trascorrono più ore online: social network, chat, e strumenti di Intelligenza Artificiale (in seguito AI) diventano compagni quotidiani. In questo contesto gli algoritmi non sono semplici strumenti tecnici o selezionano ciò che vediamo suggeriscono contenuti, influenzano gusti, opinioni e persino relazioni.
La questione non è tanto “fermare” l’AI, quanto evitare che diventi una presenza invasiva o sostitutiva di ciò che è propriamente umano.
Oggi è possibile ottenere risposte immediate: immagini realistiche, video generati artificialmente e contenuti personalizzati. Questo offre opportunità straordinarie di apprendimento e creatività, ma comporta anche rischi, disinformazione, dipendenza dall’approvazione sociale, riduzione dello spirito critico e difficoltà nel distinguere il vero dal possibile.
Il valore del discernimento
In questo scenario la competenza più importante non è soltanto quella tecnologica, ma il discernimento: la capacità di valutare, scegliere e interpretare in modo consapevole ciò che si incontra online.
Discernere significa chiederci:
- Chi ha prodotto questo contesto?
- Per quale scopo mi viene mostrato?
- È una fonte affidabile?
- Quali emozioni suscita in me e perché?
- Sto scegliendo liberamente o sto semplicemente seguendo ciò che l’Algoritmo propone?
Il discernimento richiede tempo, riflessione, confronto con altre persone.
È una competenza umana che nessuna AI può sostituire completamente.
Educare alla libertà digitale
Famiglie, scuole, e Comunità Educative sono chiamate ad accompagnare gli adolescenti nello sviluppo di una cittadinanza digitale matura. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di utilizzarla in modo equilibrato. L’estate digitale può essere un’opportunità di crescita oppure un periodo di consumo passivo di contenuti. La differenza non la fanno gli algoritmi, ma la capacità delle persone di esercitare il proprio discernimento. In un mondo in cui l’AI diventa sempre più potente, la vera risposta educativa resta profondamente umana: imparare a pensare, scegliere ed agire con libertà e responsabilità.
La zizzania
Nell’estate digitale il campo dei social degli Algoritmi e dell’AI contiene sia grano e sia zizzania (Matteo 13:24-53). Gli adolescenti si trovano immersi in un “campo” dove crescono insieme opportunità e rischi, verità e manipolazione, gusti, opinioni e persino relazioni. L’AI rende tutto più sofisticato. La zizzania non è sempre evidente. Come le fake news, i deepfake o i contenuti manipolativi. Non tutto va estirpato.
L’AI e gli algoritmi possono produrre benefici significativi nell’istruzione, nella scuola, nella ricerca e nell’organizzazione sociale. La sfida educativa consiste nel formare persone capaci di governare questi strumenti senza diventare dipendenti o succubi. Nella parabola, il padrone invita alla pazienza, nell’educazione digitale non bastano divieti o controlli: occorre aiutare i ragazzi a maturare capacità di giudizio.
Il raccolto richiede discernimento. Alla fine si distingue il grano dalla zizzania. Il discernimento diventa così una forma di sapienza indispensabile per abitare il mondo digitale con libertà e responsabilità. Forse la domanda decisiva non è” come impedire all’AI di infestare tutto?” ma “come rafforzare ciò che rende umana una persona- coscienza, libertà, responsabilità, relazione e spiritualità- in un mondo in cui l’AI sarà sempre presente?”
La zizzania del nostro tempo non è l’AI in sé ma l’abitudine di delegarle il pensiero.
Buone vacanze!”




