
La Lnd spinge per rivedere la struttura dei campionati con una Terza serie dilettantistica
ROMA – Settimana decisiva per capire il futuro della stagione in corso, ma anche per capire se le indiscrezioni degli scorsi giorni in merito alla riforma dei campionati erano fondate o meno. L’Us Fasano è alla finestra e cerca di capire che fine farà la sua stagione, con una finale di Coppa Italia da giocare ed una leadership nella classifica “Giovani D valore” da far valere.
Il Consiglio Federale è fissato per mercoledì prossimo
Appuntamento fissato per mercoledì prossimo (20 maggio) per il Consiglio Federale che dovrebbe mettere definitivamente la parola fine alla stagione di Lega Pro e di serie D, ma quello che al momento tiene banco sono i responsi del campo. Se la Lega Pro punta diritto al blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla serie D, appare scontato che l’idea non vada a genio proprio alla quarta serie nazionale. Non è tutto, perché resta sempre in ballo la tematica più spinosa: la possibilità di adottare la riforma dei campionati. Soluzione non molto gradita dalla Lega Pro che nella recente riunione dei club ha rilegato l’argomento a margine della discussione, senza far emergere spunti importanti in merito. Del resto lo stesso presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, aveva già timbrato di recete come una fake news fantasiosa quella della riforma. Resta un dato oggettivo che una riforma dei campionati potrebbe giovare anche al rendimento dell’Us Fasano che avrebbe le carte in regola per ricevere un nulla osta per la nuova Terza serie nazionale.
Il presidente Lnd Sibilia ritorna a parlare di riforme
Attestandoci a quanto dichiarato dal presidente della Lnd, Cosimo Sibilia, in una intervista rilasciata al Corriere dello Sport di recente, ritorna ad accendersi una fiammella sulla possibilità di una riforma dei campionati.

“Attendiamo le valutazione del Consiglio Federale – ha dichiarato il numero uno della Lnd –. Negli ultimi tempi, più volte, abbiamo espresso la nostra contrarietà a fughe in avanti e personalismi. Noi agiamo in un’ottica d’insieme e con correttezza. Grazie anche ai poteri ottenuti con l’ultimo Decreto governativo, abbiamo un’occasione unica per realizzare riforme strutturali e che non sono più rinviabili. Per la Lnd questo processo è imprescindibile. È necessario intervenire subito. Dal Consiglio Figc mi aspetto indicazioni precise sulle modalità di completamento della stagione. In questo modo potremo dare al movimento dilettantistico, a cominciare dalla serie D, le risposte necessarie e tanto attese”.
La bozza di una Terza serie dilettantistica
Sul piano pratico la costituzione della Terza serie passerebbe dalla riduzione dei club professionisti da 100 a 60, permettendo di dare maggiore sostenibilità al calcio italiano. Nell’ordine ci sarebbe una serie A a 20 squadre, mentre la serie B passerebbe a due gironi da 20. Le squadre attuali e altre venti provenienti dalla serie C. La B andrebbe a prendere anche la mutualità della C. Non ci sarebbe più la C, ma la Terza serie sarebbe rappresentata dall’attuale D riveduta e corretta, con agevolazioni fiscali per le società. Tre gironi da 20, di cui 40 provenienti dall’attuale C e le migliori 20 dall’attuale D. Proprio l’attuale serie D tornerebbe a chiamarsi Interregionale, con 9 gironi da 18 team. Le squadre della Terze serie si troverebbero a pagare i rimborsi, anziché costi esorbitanti come accade oggi (l’attuale serie C). In merito alle 20 di serie D annesse d’ufficio alla Terza serie ci sarebbero sicuramente le prime due di ogni girone (18 squadre), i restanti 2 posti andrebbero al Notaresco (girone F a pari punti della seconda) o alla migliore terza, mentre l’ultimo posto andrebbe alla vincitrice della Coppa Italia, in questo caso sarebbe la sola finalista Us Fasano. Certo stiamo parolando solo di una bozza di un’eventuale riforma.