
Calandrella (Forza Italia): “Comune e Regione si battano subito per l’inserimento di Fasano nell’elenco dei Comuni ad alta tensione abitativa”
FASANO – Lo scorso 20 ottobre il Consiglio regionale della Puglia ha approvato una legge sulle locazioni turistiche che consente ai Comuni “ad alta intensità turistica” di imporre vincoli agli affitti brevi: tetti numerici in determinate zone, rapporti tra superficie e ospiti, nuovi standard obbligatori. Tra quei Comuni la Regione ha inserito anche Fasano.
A distanza di pochissimi giorni, il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra per il 2027. Tra le misure c’è una proposta che, se confermata dal Parlamento, farebbe scendere la cedolare secca sui contratti a canone concordato dal 10% al 5%, e addirittura all’1% per chi affitta a giovani fino a 35 anni. Una misura giusta, che premierebbe chi sceglie di affittare a lungo termine e a prezzi calmierati.
Peccato che a Fasano questo beneficio rischierebbe di non arrivare mai. Al momento la cedolare agevolata vale infatti solamente nei Comuni considerati ad alta tensione abitativa, e Fasano in quell’elenco non c’è. L’elenco è fermo alla delibera CIPE n. 87 del 2003 e, nella nostra provincia, comprende esclusivamente le città di Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Latiano, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico e San Vito dei Normanni.
“Siamo di fronte a una contraddizione evidente”, dichiara Vito Calandrella, vicesegretario cittadino di Forza Italia e Dottore Commercialista. “Per la Regione, Fasano sarebbe vittima di una pressione turistica tale da giustificare limiti alla libera iniziativa economica e all’uso della proprietà privata. Per lo Stato, invece, non avrebbe un problema abitativo sufficiente a meritare gli sgravi per chi affitta a canone concordato. Carovigno, Cellino San Marco e la vicina Monopoli sono in entrambi gli elenchi. La nostra città soltanto in quello dei possibili vincoli.”
“Il rischio è concreto”, prosegue Calandrella. “Se la manovra fosse approvata così, a Monopoli chi affitta a un giovane a canone concordato pagherebbe l’1% di imposta. A Fasano, per lo stesso contratto, continuerebbe a pagare il 21%. E se il Comune decidesse di limitare gli affitti brevi, i proprietari fasanesi si ritroverebbero con i vincoli e senza un’alternativa conveniente. Non si riporterebbero case sul mercato per le famiglie e i giovani ma si comprimerebbero soltanto i diritti dei cittadini.”
“Per questo chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione di attivarsi quanto prima affinché il Comune faccia richiesta formale alla Regione e all’ANCI Puglia per l’inserimento di Fasano nell’elenco dei Comuni ad alta tensione abitativa. Del resto, è a questo che dovrebbero servire le assemblee dell’ANCI: a portare a casa risultati per i propri cittadini, non a collezionare selfie da pubblicare sui social. Auspichiamo inoltre che non venga introdotto alcun limite agli affitti brevi prima di avere centrato l’obiettivo.
Dalla Regione invece pretendiamo coerenza: Fasano è stata appena riconosciuta per legge come territorio sotto pressione, quindi il momento giusto per agire è questo. Se il nostro comune restasse fuori da questo aggiornamento, proprietari e giovani fasanesi rischierebbero di essere esclusi per anni da un beneficio di cui altri Comuni godrebbero dal primo giorno.”



