
Il comunicato del nuovo progetto politico del centrosinistra fasanese
FASANO – Nasce “Vie Comuni”, un nuovo progetto politico per Fasano. Il portavoce Giuseppe Sabatelli lo presenta insieme al suo simbolo: un albero ispirato agli ulivi millenari del nostro territorio, con radici profonde e una chioma di dieci foglie, quante sono le comunità che compongono Fasano. Cinque i colori, ciascuno legato a un valore della missione del progetto: il verde dell’agricoltura e del paesaggio, l’azzurro del mare, il giallo delle opportunità, l’arancione della solidarietà, il viola della cultura e dei diritti. Il rosso del tronco è la passione civile che li tiene insieme.
«Troppo spesso la partecipazione si ferma all’ascolto – spiega Giuseppe Sabatelli –. ‘Vie Comuni’ nasce per superare questo limite: creare uno spazio dove il contributo non viene solo raccolto, ma trasformato in decisioni.
La nascita del progetto segue la grande partecipazione ai tavoli del programma dello scorso 4 ottobre, dove cittadine e cittadini, associazioni, realtà della società civile e forze politiche hanno lavorato insieme per immaginare il futuro di Fasano. Ma un programma costruito dal basso non basta, se poi la scelta di chi dovrà realizzarlo viene fatta altrove. Anche i candidati devono nascere dal basso, dalla partecipazione e dal voto di chi vive la città. Oggi, invece, tutto quel lavoro non ha ancora prodotto un candidato, e il rischio è che resti un patrimonio inutilizzato.
Per questo chiediamo al centrosinistra uno scatto di coraggio: indire le primarie. Non è un atto di rottura, ma una scelta di responsabilità e di metodo. La logica dell’uomo solo al comando e delle decisioni prese nelle segrete stanze non ha mai portato bene al centrosinistra, perché non gli appartiene. Le primarie sono lo strumento della sintesi: danno a chi si candida la forza di una legittimazione popolare, tengono unita la coalizione intorno a un risultato condiviso anziché a un accordo tra gruppi dirigenti, e restituiscono a cittadine e cittadini l’ultima parola dopo averli chiamati a discutere le priorità. Dopo dieci anni di governo cittadino, sono anche il modo migliore per difendere e rilanciare quanto di buono è stato fatto, aprendo il confronto sulla guida della città anziché chiuderlo.
È una tradizione che appartiene al centrosinistra e che ne ha segnato i passaggi decisivi, da Vendola a Emiliano, passando per diverse tornate elettorali nazionali. Lo stesso vale per Fasano nel 2016, quando il confronto aperto portò all’indicazione di Zaccaria, e da lì ebbe origine questa stagione di governo. Non c’è ragione di rinunciare oggi a ciò che allora ha funzionato.
Serve affrontare le primarie senza paura, con entusiasmo, con coraggio e con fiducia nel futuro. Perché una comunità che si sceglie da sola i propri candidati è una comunità più forte, e un centrosinistra che si affida a cittadine e cittadini è un centrosinistra più credibile».



