
Il Centro Studi “Francesco Vinale” le recupera e le offre alla comunità
MONTALBANO – Il Centro Studi “Francesco Vinale” continua il suo lavoro di recupero della memoria. Stavolta, però, non si tratta di un “recupero conservativo”, ma di un “tentativo amarcord” di unire il passato al presente, grazie alla straordinaria potenza delle immagini. Nel 1977, infatti, la nota tabaccheria di Maria Andriola, a Montalbano, commissionò all’agenza “Fotocolor Kodak Ektachrom” alcune cartoline, per spedire, anche dalla frazione più a sud di Fasano, i proverbiali “saluti da”. Le cartoline che la “Tabaccheria n. 14” fece stampare erano nove; tutte scattate nell’abitato di Montalbano. Le prime sette ritraevano il Dolmen, l’interno della prima Chiesa parrocchiale, l’ex Casa Cantoniera, il Calvario, via Teano, via Calatafimi, la Piazza. Le altre due erano composte da un insieme di fotogrammi che, in parte, riprendevano i primi sette. Oltre lo scopo commerciale, la tabaccheria di Piazza della Libertà ebbe modo di offrire qualcosa da spedire con i “Saluti da Montalbano”.
Tante cartoline venivano affrancate e spedite, soprattutto, all’estero, per far conoscere ai tanti amici e colleghi svizzeri, belgi, francesi, tedeschi e canadesi il proprio “luogo di nascita”. Furono queste, infatti, le terre d’adozione dei tanti montalbanesi emigrati negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso; costretti dalla “Questione Meridionale” a lasciare la propria famiglia, la propria casa e il proprio paese. Con l’evoluzione delle invenzioni di Ray Tomlinson, padre della e-mail e della chiocciola (@), anche le cartoline di Montalbano sono passate di moda. Eppure le cartoline di “Marì du tabbacchine” conservano ancora tutto il loro carico di storia. Non tanto per le bellezze rappresentate, quanto per il fascino che è proprio di ogni foto ingiallita dal tempo e, perciò, cara al cuore di chi la conserva.
Oggi sono in pochi a custodire, come una reliquia, quelle nove cartoline; tra questi vi è il Centro Studi “Francesco Vinale”. “Nel 2027 – ha dichiarato il prof. Massimo Vinale, nella doppia veste di Portavoce del Centro Studi e di Presidente del Comitato Interassociativo per il Bicentenario di Montalbano -, le cartoline di Maria Andriola compiranno 50 anni. Non potevamo non dare dignità alla ‘nostra storia’; seppure fatta di semplicità e di gesti ordinari. Senza le cartoline di Maria Andriola, oggi saremmo tutti più poveri. Abbiamo, perciò, pensato di legare quel passato al nostro presente, grazie alla consulenza gratuita del fotografo Fortunato Calderaro; che, attraverso le immagini, ha saputo tracciare un parallelo tra il nostro passato e il nostro presente. Sette scatti hanno ripreso i primi sette luoghi immortalati dalla ‘Tabaccheria 14’.
Non ce la siamo sentiti di eguagliare i ‘Sali e Tabacchi’ di Piazza della Libertà: l’ottava e ultima cartolina ritrae, però, luoghi che meritano di essere spediti nel futuro: il Forno dei Viandanti a Montalbano Vecchio; il piccolo borgo di contrada ‘Canonica’; vecchio e nuovi campanili della prima chiesa parrocchiale; il trullo di via Giulio Cesare e, soprattutto, il trullo che fu del garibaldino Francesco Pinto”.
Le cartoline saranno distribuite gratuitamente durante la mostra “Le Spose del Bicentenario”, che sarà aperta al pubblico nella settimana della festa patronale di Montalbano.
“Perciò il nostro grazie – ha concluso il Presidente Vinale –, va al Parroco di Montalbano don Filippo Dibello, sempre disponibile e accogliente, e al Presidente del ‘Comitato Festa’ Giacomo Moretti, per la consueta, straordinaria collaborazione. Non ultimo, il nostro più sentito grazie va allo studio fotografico di Fortunato Calderaro: sia per le immagini delle ‘Cartoline per il Bicentenario’sia per quelle de Le Spose del Bicentenario”.




