
A Masseria Torre Coccaro la rassegna organizzata dal Mondadori Point vede protagonista l’attore e comico che si racconta fra aneddoti e nostalgie
FASANO – Nella serata di ieri, mercoledì 17 dicembre, si è inaugurata la quinta edizione di “LibriAmo… tra le masserie!”, la rassegna promossa dal Mondadori Point dell’imprenditrice fasanese Laura De Mola, giunta alla quinta edizione. Nella cornice di Masseria Torre Coccaro, protagonista del primo incontro è stato Enzo Iacchetti, che ha presentato il suo ultimo libro 25 minuti di felicità (Bompiani), dialogando con il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Vincenzo Sparviero.
La serata si è aperta con i saluti della padrona di casa Laura De Mola, che ha ricordato ancora una volta come la rassegna confermi anche quest’anno la sua vocazione: portare grandi autori in luoghi simbolo del territorio; una scelta non facile in un paese in cui si leggono sempre meno libri.
25 minuti di felicità è un libro che è, come lo stesso Iacchetti lo ha definito, «un’autobiografia che potrebbe essere adatta a ognuno di noi».
Nel volume, il comico lombardo intreccia memoria personale e ironia, costruendo una narrazione fatta di capitoli e “attimi di felicità”: piccole pause, chicche di vita che invitano il lettore a fermarsi. Il titolo nasce da una suggestiva proporzione: se la vita media di un uomo è di 85 anni – circa 30 minuti – Iacchetti, a 73 anni, sente di averne vissuti 25.
Durante l’incontro, non sono mancati i riferimenti alla lunga carriera televisiva. Da Striscia la Notizia, che quest’anno celebra il suo 32° anno, agli inizi difficili: il telefono chiuso in faccia ad Antonio Ricci, l’incontro decisivo con Ezio Greggio a Roma e quel sodalizio diventato leggendario. «Siamo come marito e moglie», scherza Iacchetti nel libro. Un rapporto umano e professionale che attraversa diversi anni, così come l’amicizia con Giobbe Covatta e l’esperienza al Maurizio Costanzo Show: prima il provino bocciato, poi quasi 200 puntate a partire dal 1990. Non senza una nota di amarezza: «Mi dispiace che di Maurizio non si parli più, non doveva essere dimenticato così in fretta».
Tra i passaggi più toccanti, il ricordo del padre, rivisto solo dopo la morte nel 1975, al rientro dal servizio militare. Accanto a questo, pagine più simboliche, come il capitolo dell’alieno che appare in sogno e diventa pretesto per interrogarsi sulla solitudine dell’universo e sulle brutture della nostra terra.
Nel libro trovano spazio anche il primo bacio, i primi amori, la fede calcistica per l’Inter e riflessioni sul presente. «Perché un attore non dovrebbe dire quello che pensa del mondo?», si chiede Iacchetti, tornando anche sull’episodio che lo ha visto coinvolto a Cartabianca: «Lo rifarei».
Coerente, fino in fondo, con quella frase che riassume il senso della serata e del libro: «Io sono quello che vedete, per fortuna non sono riuscito a trasformarmi in qualcun altro».
Fotoservizio di Francesco Schiavone.



























