
Dalla processione al concerto di Paolo Meneguzzi, fino ai fuochi di via Gravinella, il resoconto della giornata di ieri. Stasera gran finale con i The Kolors
FASANO – Una Piazza Ciaia raccolta nella condivisione di una fede comune. È stata una domenica di celebrazione quella di ieri, 21 giugno, clou dei festeggiamenti in onore dei Santi Patroni.
Nel pomeriggio, un lungo corteo ha accompagnato le sacre immagini di San Giovanni Battista e della Madonna del Pozzo lungo le vie della città. In processione il clero, le autorità civili – tra le quali delegazioni dai comuni vicini – e militari, le confraternite e le numerose associazioni che quotidianamente animano il tessuto sociale del territorio.
Accanto alle confraternite cittadine – quella di San Giuseppe, Maria SS.ma Immacolata, Maria SS.ma Assunta, del Purgatorio, del Rosario, di Santa Maria della Salette, del SS.mo Sacramento, l’Ordine Francescano e l’associazione dei Santi Patroni – hanno preso parte al corteo le realtà associative fasanesi: Aido, Avis, Università del Tempo Libero “S. Francesco d’Assisi”, UNITALSI Sottosezione di Monopoli – Gruppo di Fasano, Croce Rossa Italiana, Società Operaia di Mutuo Soccorso, Gruppo Scout, Protezione Civile e altre espressioni del volontariato e dell’impegno civico.
Giunti in piazza Ciaia, la celebrazione eucaristica è diventata anche occasione di riflessione sul tempo presente. Parole decise quelle pronunciate dal priore di Fasano, don Sandro Ramirez, che ha rivolto un pensiero ai conflitti che segnano il mondo: “Ho paura che le sorti della guerra siano in mano a persone viziate come i bambini, ma a differenza dei giochi dei bambini, le armi sono vere, il dolore vero, e immenso”. Un richiamo alla speranza e alla vicinanza reciproca, con l’auspicio di sviluppare “una forte dose di anticorpi capaci di sconfiggere la paura, sollecitare la speranza a volte confusa e spingere la nostra carità”.
Sulla stessa linea il messaggio di S.E. Mons. Giuseppe Favale, vescovo della diocesi di Conversano-Monopoli, che ha definito quello attuale “un tempo carico di tante incognite e tante sofferenze, ma anche abitato da tante speranze, e la Speranza viva siete voi”.
Al termine del momento liturgico, la piazza ha cambiato volto con il concerto di Paolo Meneguzzi, che ha riportato indietro di vent’anni diverse generazioni con brani che hanno segnato la sua carriera: da Non capiva che l’amavo a Verofalso, passando per In nome dell’amore, Musica, Era stupendo, Baciami, Sei amore e Lei è.
Un’esibizione culminata in un simpatico medley finale con Peppino Ancona, presidente del Comitato Festa Patronale, sulle note di Come mai, il celebre brano di Max Pezzali che, come raccontato dallo stesso artista, rappresenta la canzone che lo avvicinò alla musica.
Un momento che, a ben vedere, ha suggellato quella che in molti definiscono la vera scommessa vinta di questa e delle precedenti edizioni: la forza di Ancona nel mantenere saldo il legame tra tradizione e rinnovo.
La serata è poi proseguita con un corteo spontaneo accompagnato dalla Banda Città di Fasano. In testa, ancora una volta, il presidente Peppino Ancona, seguito da cittadini e visitatori fino a via Gravinella, dove il cielo si è illuminato con il tradizionale spettacolo pirotecnico che ha chiuso la penultima giornata dei festeggiamenti.
Stasera, infine, l’ultimo atto delle celebrazioni civili con il concerto dei The Kolors alle ore 21:00 in Piazza Ciaia.
E mentre le luminarie si preparano a spegnersi, già si affaccia il pensiero sul futuro. Perché ogni festa comincia già a interrogarsi sull’anno che verrà. E allora, inevitabile, sorge una domanda: a chi, il prossimo anno, il testimone?
Fotoservizio di Francesco Schiavone.











































