
In scena, in un teatro gremito, la prima di un racconto che attraversa il dolore tra parola e corpo
FASANO – Tanto noi continuiamo lo stesso. È dalla fine che “parte” davvero lo spettacolo andato in scena ieri sera (26 aprile) al Teatro Sociale, davanti a un pubblico numerosissimo per un teatro sold out.
Il testo scritto e diretto da David Marzi, con il contributo di Teresa Cecere alla regia, porta in scena un materiale delicato sì, ma che non cerca sconti o scorciatoie. Il tema dell’image-based sexual abuse (condivisione non consensuale) parte da un episodio realmente accaduto all’attivista Dalia Alì, presente alla prima, per raccontare molto di più attraverso la voce dell’eccellente Ilenia Sibilio.
La narrazione procede in maniera non lineare, la voglia è di lasciare allo spettatore il compito di indagare i vari frame esposti. Si passa da momenti più leggeri, quasi da stand-up comedy che strappano più di una risata, a improvvise cadute che riportano al centro il tremendo peso della vicenda. Dalla pièce emerge una storia individuale che si intreccia con una dimensione più ampia: la crescita, il rapporto con il corpo, l’esposizione nel mondo digitale e il modo in cui uno sguardo esterno può trasformarsi in giudizio collettivo – non pochi i riferimenti allo slut-shaming, la pratica di colpevolizzare la vittima. È proprio da qui che lo spettacolo trova una sua misura, evitando sia la mera compassione sia la distanza emotiva.
La scenografia è essenziale, si dà spazio alla voce e alle musiche di Alessandra Orlando e Giulia Alò, senza dimenticare la coreografia di Francesco Biasi, che spaziano in generi differenti, senza sovrapposizioni. Nel racconto affiorano episodi quotidiani, ambienti familiari e scolastici, spesso complici, dinamiche di gruppo e linguaggi efferati che rivelano quanto certe forme di violenza siano radicate e normalizzate; la reale vicenda è infatti ben lungi dal concludersi, e a nove anni di distanza il processo non ha ancora avuto inizio.
Senzaconfine Teatro porta ancora una volta in scena questioni contemporanee senza trasformarle in slogan, restituendo voce a una vicenda che è spesso ridotta a sola superficie, invitando il pubblico a una riflessione collettiva che lo metta completamente a nudo, senza giudizi.
Lo spettacolo sarà replicato stamattina e domani (28 aprile), con matinée – anche questi sold out – dedicati alle scuole.
Fotoservizio di Francesco Schiavone.























