
In scena ieri al Teatro Sociale l’ultimo spettacolo in concorso della rassegna organizzata dal GAT Peppino Mancini
FASANO – Fin dove, l’uomo, è disposto a spingere il limite di un gioco perverso, quando neanche la mente ha più un limite?
È la domanda che ci si è posti ieri sera (18 novembre) al Teatro Sociale, assistendo all’ultimo spettacolo in concorso del XIV Festival “Di scena a Fasano” organizzato dal GAT Peppino Mancini.
Nel “Duello – Il gioco dell’assassino” della “Filodrammatica Orenese” di Vimercate (MB) la trama, se di unica trama si può parlare, prende spunto dal dramma “Sleuth” dell’inglese Antony Shaffer, in Italia diventato famoso col film del ’72 “Gli insospettabili”candidato al Premio Oscar.
Il primo atto si apre nella lussuosa magione comense di Alfredo Castiglioni (Mattia Nodari), affermato giallista che, dopo aver scoperto che Domenico Marinelli (Fabrizio Perrone), un umile pasticcere di origini meridionali, ha una relazione con la moglie Margherita, lo invita con uno stratagemma per mettere in scena un gioco perverso.
Curioso è lo stratagemma di adottare le figure dei due automi, Jolly e Jack (Luigi D’Avino e Marco Pedrali), che durante lo svolgersi della vicenda muovono in automatico delle pedine sulla scacchiera; forse che le pedine non siano in realtà i due protagonisti, più che innocui strumenti di gioco?
Manipolando abilmente la sua mente, inscenando un furto perché entrambi ne traggano vantaggio, Alfredo vorrebbe in realtà scoprire la vera natura di Domenico, ma sarà egli stesso, nel corso del secondo atto, a mostrare una fragile natura psicotica, con ruoli che paiono ora ribaltarsi, ora allinearsi. Lentamente, le situazioni ironiche e a tratti imbarazzanti, cedono il passo a contenuti più noir, anche se prevedibili a volte in una simile trama.
Nello spettacolo diretto da Pietro Baio non ci sono tuttavia vincitori, così il pubblico si affanna inutilmente nel cercare di comprendere chi tenga le redini di un gioco. D’altronde, come diceva Schopenhauer, “la vita è come un gioco di scacchi: noi tracciamo una linea di condotta, ma questa rimane condizionata da ciò che piacerà di fare all’avversario”.
Il prossimo appuntamento, penultimo della rassegna e secondo fuori concorso, sarà “Mandragola”, a cura della Compagnia Teatrale Amici Nostri, che andrà in scena domenica 26 novembre alle ore 19:00, durante la serata di premiazione.
Fotoservizio di Francesco Schiavone.













