
L’autore pugliese ha presentato la pièce letteraria tratta dal suo romanzo “La felicità degli infelici. Amori ultimi e passioni di altri tempi. Da Dalla…a Dalla”
FASANO – È ripartita ieri sera (8 gennaio) sull’onda dei ricordi e delle emozionanti note di Lucio Dalla la seconda edizione della rassegna letteraria “LibriAmo…tra le masserie”, organizzata dal Mondadori Point di Fasano di Laura De Mola.
Ospite di Masseria Torre Coccaro il giornalista, editore-imprenditore pugliese Mino Grassi – «un amico di tutti» lo ha definito Laura De Mola in apertura – che, accompagnato dalle letture di Giusy Salomone e Franco Caprio e dal gruppo musicale I Raissa, ha presentato il suo primo romanzo dal titolo La felicità degli infelici. Amori ultimi e passioni di altri tempi. Da Dalla…a Dalla.
Un libro che si è praticamente raccontato da solo, a cominciare dalla prima esecuzione, Ativ. La storia comincia il 3 marzo 2021, in piena epoca Covid, in un paesello «dove tutti sanno tutto di tutti perché qui la vita è di tutti». Qui è ubicata una RSA, Il Sorriso Divino, da tutti soprannominato “l’ospizio” perché, «poche chiacchiere, là si va soltanto a morire».
La scena si sposta indietro nel tempo, allo stesso paesello della notte dell’11 novembre 1943, quella notte di San Martino che cambierà la vita di molte donne. Gli alleati sono appena entrati in quel paesello, proprio là dove la giovanissima Concetta, di appena 16 anni, viene stuprata da un soldato americano «dagli occhi azzurri e dal bel ciuffo biondo». E così come la ragazza, molte altre donne saranno costrette a subire lo stesso tragico destino.
Si ritorna al presente, dove troviamo il direttore sanitario della RSA, Martino, che altri non è che il frutto di quella lontana violenza subita da Concetta. Martino è cresciuto con le canzoni di Lucio Dalla, che diventeranno anche la colonna sonora della struttura; e proprio con una delle sue più celebri canzoni, 4 marzo 1943, che lui trova molte similitudini con la sua vita.
Filo conduttore del romanzo è la storia, sottolineata dal brano Occhi di ragazza, tra Annina e Marco, i cui sguardi si incroceranno durante una festa della pentolaccia negli anni ’50. Dopo di che i due si perderanno per mezzo secolo.
A fare da contorno alla loro storia d’amore inseguita, una manciata di altre storie d’amore. Come quella di Marcuccio e Angela, nel pieno boom degli anni ’60, quando lui è costretto, come tantissimi, a lasciare il paesello e la giovanissima moglie, ed emigrare in cerca di fortuna in America. Caruso è la colonna sonora perfetta per loro.
O come la storia di Lina e Vittorio. Un amore vissuto a distanza, fino a quando si ritroveranno nella RSA, entrambi soli ed entrambi abbandonati dalle rispettive famiglie. Sarà Vittorio che prima di morire finalmente dichiarerà tutto il suo amore in un biglietto. La canzone scelta per loro è Tu non mi basti mai.
Poi c’è la storia di Lorenzo e Maria, sottolineata da La casa in riva al mare, durante la fallimentare campagna di Russia voluta da Mussolini. Lorenzo sarà uno dei tanti prigionieri, che chiuso nella baracca n.15 e in totale silenzio, vivrà amando a distanza la sua Maria. Lorenzo, emblema dell’infelicità umana. «Avrà mai provato un briciolo di felicità?», si chiede l’autore.
E ancora, la storia di Annina e Modesto, sugellata da Quale allegria, senza passato e senza presente. Senza felicità. Lui che non è riuscito ad amarla e a renderla felice come avrebbe voluto, costretto a vendere per disperazione economica e per far sì che il loro figlioletto Luciano possa andare a scuola, l’amata pecora Peppina.
Poi ci sono Martino e Adele, protagonisti di un amore impossibile, la cui canzone è Cara. Lui ha 46 anni ed è un vero sciupafemmine, lei ha solo 20 anni, innamorata persa. Un solo lunghissimo bacio nella sagrestia di una chiesa sarà per Adele, la maledizione di tutta una vita.
La storia ritorna a Concetta e Robert (il bel soldato biondo). Il loro «è un amore ultimo, nato dalla violenza, venuto da lontano e custodito dal mare». Hanno aspettato 70 anni per concedersi un solo momento di felicità: ne sarà valsa la pena? Le loro vite vengono affidate alla struggente La sera dei miracoli.
Il cerchio degli amori si chiude. È il 16 settembre del 2020, cinque anni dopo l’incontro al Sorriso Divino tra Annina e Marco. Stessa identica emozione di cinquant’anni prima, a dispetto di ogni malattia. E la sola canzone, perfetta, non può che essere Anna e Marco.
La storia si chiude il 4 marzo 2021. Lucio quel giorno avrebbe compiuto 78 anni. Martino è seduto alla sua scrivania a bere e fumare il suo toscanello. E a pensare: «Che cazzo è la vita!».
Prossimo appuntamento in rassegna: domenica 15 gennaio, con Federica Angeli e il suo nuovo libro-inchiesta 40 secondi. Willy Monteiro Duarte. La luce del coraggio e il buio della violenza. Inizio ore 18.30.
Fotoservizio di Francesco Schiavone.


















