
Duecento musici, otto gruppi e una città nuovamente trasformata in un grande palcoscenico medievale. In scena ieri la seconda edizione del festival
FASANO – “Un solo ritmo. Tanti battiti. Un’unica comunità”.
È stato questo il filo conduttore della seconda edizione di Civitas Tonantis, il Festival nazionale di tamburi medievali in Puglia, andato in scena ieri, sabato 19 settembre, per le vie del centro cittadino.
Dopo il successo della prima edizione, il fragore dell’appuntamento ideato e organizzato dai Timpanisti Fajanensis è tornato a risuonare a Fasano, grazie anche alla clemenza del tempo dopo i nubifragi del pomeriggio.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stata la benedizione di don Sandro Ramirez, che ha affidato ai tamburi anche un significato simbolico: «Il vostro chiasso possa svegliare la nostra città, e possa svegliare il mondo dal sonno della ragione. Siamo tutti invitati al senso della fraternità».
A decretare il vincitore fra i sei gruppi in gara hanno contribuito sia una giuria di qualità sia il pubblico, chiamato a esprimere la propria preferenza attraverso un QR code.
In ordine di presentazione, ad arricchire la serata sono arrivati i Tamburi del Barone di Freganius di Fragagnano (TA), nati nel 2013 con l’obiettivo di costruire un sound potente e coinvolgente. Alle esecuzioni ritmiche il gruppo ha affianca anche canti gregoriani del XIII secolo, rafforzando il legame con la tradizione medievale.
Dalla provincia di Rieti è arrivata la Compagnia dei Tamburi di Antrodoco, realtà che affianca all’attività del gruppo una scuola dedicata ai più piccoli. Il gruppo ha portato a Fasano i ritmi incalzanti tipici dello stile assisiano.
Spazio poi ai Musici e Sbandieratori San Biagio di Nepi (VT), gruppo nato nel 1997, diventato una realtà capace di unire musica, movimento e spettacolo. Il loro motto è “Vince te ipsum”, “Vinci te stesso”.
Dal Vallo di Diano sono arrivate le Tamburine dello Stato del Diano di Teggiano (SA), gruppo che fa parte della rievocazione storica della Tavola della Principessa Costanza, manifestazione che ogni anno coinvolge la comunità nella ricostruzione di atmosfere e vicende del passato.
Ha partecipato alla competizione anche In Nomine Auxa di Lanciano (CH), formazione nata nel 2019 il cui nome richiama l’epoca angioina, quando il tamburo rappresentava anche un importante mezzo di comunicazione e il suono accompagnava diversi momenti della vita quotidiana.
Dalla Sicilia sono arrivati i Tamburi Imperiali di Comiso (RG), protagonisti di numerose manifestazioni nell’isola e in diverse località del territorio ibleo.
Ad aprire ufficialmente le esibizioni sono stati gli allievi della Timpanisti Fajanensis Academy, seguiti dai padroni di casa dei Timpanisti Fajanensis, guidati dal presidente Oronzo Bernardis.
«Noi non interpretiamo il Medioevo, lo facciamo battere ancora», è la sintesi dello spirito con cui i musicisti fasanesi hanno accolto pubblico, i gruppi in gara e i superospiti, i Pistonieri Santa Maria del Rovo di Cava de’ Tirreni (SA). Nati nel 1975, il gruppo, oggi presieduto da Sabatino Bisogno, spicca fra i gruppi più conosciuti a livello italiano e non solo.
Proprio tra le due realtà organizzatrici e ospiti della serata si è svolto uno scambio di targhe celebrative tra i rispettivi presidenti, senza dimenticare un siparietto inatteso: una proposta di matrimonio a sorpresa nel gruppo dei Timpanisti.
A conquistare il titolo della seconda edizione di Civitas Tonantis sono stati i Musici e Sbandieratori San Biagio di Nepi, già partecipanti nella prima edizione. I Musici di Nepi hanno vinto anche il premio per la migliore esecuzione musicale e coreografica. Premio della giuria ai Tamburi Imperiali di Comiso, mentre la votazione per e votazione popolare invece hanno premiato popolare ha premiato le Tamburine dello Stato di Diano.
Fotoservizio di Francesco Schiavone.



































Foto della premiazione di Antonio Laguardia.










