All’Università di Fasano oggi un convegno per raccontare le radici della violenza sulle donne

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

L’UTL celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

FASANO – Anche quest’anno la locale Università del Tempo Libero San Francesco d’Assisi, oggi 25 novembre 2022, alle ore 18, nella propria sala convegni (Portici), celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. L’incontro approfondirà la tematica “La violenza sulle donne ha radici culturali profonde che vengono da lontano”. 

Su questa incandescente realtà che, da nove anni seguita a essere, anche nel Piano Formativo 2022/2023, una delle tematiche principali trattate dal sodalizio, relazioneranno la presidente dell’UTL, prof.ssa Palmina Cannone e l’avv. Anna Rita Bongiorno. L’Università di Fasano con il suo Progetto “I diritti umani” educa al rispetto della persona e dei diritti inalienabili delle donne, contrastando gli stereotipi di genere alla base di una visione errata del ruolo paritario che uomini e donne devono avere nella società. “La violenza perpetrata a danno delle donne è un fenomeno che ha radici culturali profonde che risalgono alla preistoria, quando la donna era proprietà del capo tribù – spiega Palmina Cannone -. Dopo un breve bagliore con l’avvento dei Sumeri, degli Egizi e dei Babilonesi, la figura femminile sprofonda nel buio. 

Platone definisce la donna “inganno astuto”, ma Euripide la riscatta. In epoca romana – seguita Palmina – ci sono grandi differenze tra le varie classi sociali: schiave e matrone. Nell’antica Roma si registrano addirittura femminicidi. Dal Medioevo fino alla Rivoluzione francese del 1789 la donna è vista come l’incarnazione del male. Nel Rinascimento e durante l’Illuminismo la medesima è esclusa dall’ambito intellettuale, anche se con la Rivoluzione francese e americana la donna assiste al riconoscimento dei diritti civili, ma non politici. Nel 1865 il nuovo codice prevede: l’alienabilità della dote, la reciprocità degli obblighi economici dei coniugi e la corresponsabilità verso i figli. In questo stesso periodo la donna ha accesso agli studi superiori. La prima donna laureata in Italia risale al 1877”. 

Oggi, nel contesto di emergenza sanitaria ed economica, la violenza è diventata lo specchio  di diseguaglianze e discriminazioni di genere. “Il numero delle donne vittime di stalking è salito – afferma ancora Palmina Cannone – tantissime quelle che si rivolgono ai centri antiviolenza. La reclusione in ambienti domestici disagiati, durante il Covid 19, ha innescato situazioni di violenza più numerose, sfociate nel femminicidio. La violenza ha molte facce: da quella fisica a quella sessuale, dallo stupro a quella psicologica, molto più subdola delle precedenti. Un atto di violenza può accadere ovunque: dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, in tram, per strada…” 

Questa giornata ci ricorda la fine del patriarcato, e che la donna non è un oggetto, ma un soggetto che pensa, vive, reagisce, si espone, combatte. La violenza sulle donne è figlia dell’ignoranza, della debolezza, di lotte brutali e di effimeri trionfi. L’evento, vede la collaborazione del Coordinamento delle Associazioni Fasanesi, dell’Accademia di Belle Arti Arcaista- Crispiano e dell’Associazione Ritmo Color Y Sabor – Perù. 

La manifestazione è aperta alla cittadinanza. A ogni donna presente sarà regalato un fiore rosso per gridare insieme: “No alla violenza in generale e Sì alla Pace”.

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