
Sono 11 i fasanesi imputati, tra cui anche due consiglieri comunali
SAVELLETRI – Si è svolta ieri (14 aprile) la prima udienza dinanzi al giudice del Tribunale di Brindisi Barbara Nestore a carico degli 11 fasanesi rinviati a giudizio dal Gup di Brindisi Maurizio Saso nell’ambito della operazione “Levanter”. Una operazione originata da un’attività di intelligence del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria delle Fiamme Gialle, che aveva permesso di appurare l’occupazione abusiva del “Braccio di Levante” del Porto di Savelletri. E che aveva portato il 29 novembre del 2019 i finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi, coordinati dalla Procura della Repubblica e su disposizione del Gip del Tribunale di Brindisi, a sequestrare una porzione del demanio marittimo del porto di Savelletri, dando esecuzione, tra l’altro ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione.
Nel corso della udienza di ieri il Comune di Fasano, rappresentato dal capo della avvocatura comunale, l’avvocato Ottavio Carparelli, ha avanzato richiesta di costituzione di parte civile, così come stabilito da una apposita delibera di giunta comunale dello scorso 1° aprile.
La decisione sulla ammissione a parte civile del Comune di Fasano, insieme a quelle sulle numerose richieste di prova avanzate dalle parti, sarà presa alla prossima udienza, rinviata al 4 ottobre prossimo per un difetto di notifica a uno degli imputati.
La giunta comunale fasanese lo scorso 1° aprile, con una apposita delibera, ritenendo opportuna “la costituzione di parte civile del Comune di Fasano al fine di tutelare gli interessi dell’Amministrazione comunale, e, in particolare, allo scopo di porre in essere ogni opportuna iniziativa e/o attività finalizzata ad ottenere il risarcimento del danno subito dall’ente locale in conseguenza della contestata arbitraria occupazione di spazio demaniale marittimo all’interno del porto di Savelletri di Fasano, denominato braccio di levante, anche sub specie di danno all’immagine” aveva autorizzato il sindaco a costituirsi parte civile conferendo incaricato al dirigente dell’avvocatura comunale, Ottavio Carparelli, di tutelare le ragioni del Comune.
Sono 11 i fasanesi, tra cui due consiglieri comunali, tutti proprietari di imbarcazioni che risultano imputati perché, secondo le indagini, avevano assunto dal 2015 il controllo del braccio portuale, gestendolo, in assenza dei necessari titoli abilitativi, con forniture di servizi (energia elettrica, acqua, posizionamenti di corpi morti), riscossione delle quote di ormeggio e attività di guardiania.
Dal maggio 2018, la “gestione” dell’area era passata nelle mani di un 46.enne pluripregiudicato fasanese il quale, avvalendosi della collaborazione di altri 4 soggetti incaricati sia della riscossione delle somme versate mensilmente dai proprietari delle imbarcazioni ormeggiate, sia della vigilanza del molo abusivamente occupato, pretendeva un canone mensile pari a circa 500 euro per singolo natante.
L’attività investigativa aveva consentito, inoltre, di accertare che il suddetto pregiudicato, destinatario dell’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, confermando la sua consolidata ingerenza sul territorio, aveva minacciato di appropriarsi dell’imbarcazione di uno degli indagati, se non gli avesse corrisposto una somma pari a 5.000 euro quale “canone annuale” previsto per la locazione non autorizzata del posto barca.
Questi gli 11 fasanesi rinviati a giudizio dal Gup del Tribunale di Brindisi Maurizio Saso: Paolo Ferrara, detto Magnum ( 46 anni, accusato anche di tentata estorsione, la cui ordinanza gli venne notificata in carcere); Gregorio Anglani (67 anni); Oronzo Cofano (62 anni); Roberto D’Amico (53 anni); Leonardo Deleonardis (45 anni); Giuseppe Legrottaglie (67 anni); Giovanni Lepore (52 anni); Adriano Mancini (44 anni); Giuseppe Mancini (72 anni); Giuseppe Martinelli (43 anni); Massimo Pagliarulo (62 anni).