Resort fasanese accusato di omofobia. La replica: «Tutto falso, ecco la storia»

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Una coppia gay ha accusato la struttura di essere stata derisa dal personale: ma la storia ha in realtà “lati” oscuri

FASANO – La forma di un pene disegnato sul piatto dallo chef della struttura e le risate di alcuni camerieri che avrebbero, a detta di una coppia gay in vacanza a Fasano, deriso i due vacanzieri. È una di quelle storie che non si dovrebbero mai sentire e per cui, il noto resort Canne Bianche di Torre Canne, è finito nel mirino di alcune testate locali e nazionali. Ma andiamo per ordine.

Marco e Denis, una giovane coppia gay in vacanza qui a Fasano, stanno soggiornando presso la nota struttura sita a Torre Canne. Denis ha denunciato, tramite una recensione lasciata sui canali ufficiali della struttura, quanto segue.

«Pensavo di essere in un piccolo paradiso ma nonostante la cura dei dettagli, il personale – recita parte della recensione postata da uno dei due sposi – evidentemente è poco selezionato e omofobo: siamo stati derisi dai camerieri, e lo chef ha disegnato con la salsa la forma di un pene nel piatto».

Il fatto è in poche ore finito su alcune testate giornalistiche, contattate dalla coppia, e tutto ciò ha generato lo sdegno di molte persone. Uno sdegno più che giustificato, chiariamo, ma è bene ascoltare il resto della vicenda e la versione della struttua.

La recensione, tuttavia, è stata successivamente modificata e la coppia ha aggiunto di aver “ricevuto le scuse del direttore e del titolare della struttura, e che comunque lo chef fosse stato sospeso“.

La prima cosa strana – come sostenuto dalla struttura – di questa vicenda, è che nell’era in cui risulta praticamente impossibile vivere senza uno smartphone a portata di mano, non esista alcuna prova fotografica del piatto sul quale sarebbe stato disegnato il pene, destinato agli sposi. La seconda cosa altrettanto strana é che al momento nessuno del personale risulta essere stato sospeso dalla struttura, come afferma pubblicamente invece la coppia che, al momento, soggiorna ancora presso il resort. Proprio la struttura, infatti, ha pubblicato pochi minuti fa questo comunicato ufficiale che segue per chiarire l’accaduto.

Cari amici, gentili ospiti,

siamo rimasti esterrefatti dinanzi ad un affermato caso di omofobia che sarebbe accaduto nel nostro albergo, noto in ambito nazionale ed internazionale per la sua assoluta apertura all’accoglienza, senza discriminazioni o preferenze di alcun tipo.
Ancor più esterrefatti lo siamo dopo anche aver svolto le dovute indagini ed aver accertato presso tutto il personale, che potrà confermarlo, che il caso raccontato è completamente falso.
Ci addolora fortemente non solo che le gravi false affermazioni arrechino un grave danno ad una struttura alberghiera che sfidando lo stato di grave crisi ha deciso ugualmente di aprire, per mantenere alta e di qualità la ricettività della nostra regione, oramai nota in tutto il mondo, ma che il falso motivo di immagine omofoba affermata si fondi proprio su quanto è totalmente opposto e contrario alla nostra mentalità ed alla nostra cultura. Peraltro, benché richiesta, nonostante oggi si fotografi e si immortali qualunque momento ed evento, nessuna foto di quanto affermato è stata fornita dai nostri due ospiti in questione, a conferma della totale falsità del fatto, mentre i due ospiti in questione hanno impiegato pochi minuti per farci giungere una richiesta di soggiorno gratuito, a conferma della strumentalità del tutto. Lavoriamo intensamente e instancabilmente da ormai 10 anni.

I nostri ospiti che conoscono e che hanno recensito il nostro modo di lavorare e che ha sempre elogiato il nostro staff per la loro professionalità, cordialità e discrezione, ed nostro personale, sono veramente offesi da un’accusa di questo tipo.
Dopo la nostra risposta, che ovviamente declinava la loro richiesta di risarcimento mediante rimborso di quanto pagato per il soggiorno, in quanto priva di fondamento, gli ospiti in questione hanno puntato all’attenzione mediatica che sfortunatamente, nel mondo contemporaneo sempre alla ricerca dello scoop, è stata concessa da alcuni media, che non si sono assicurati minimamente di verificare la fondatezza (anzi la infondatezza) della notizia.
Dopo aver capito di aver sollevato accuse molto forti nei nostri confronti senza ragione diversa da quella di conseguire un soggiorno gratis, gli ospiti in questione hanno “aggiornato” la recensione da cui è scaturito il tutto adducendo delle scuse da noi mai formulate e spiegando che tutto si sarebbe risolto al meglio e che adesso si trovano benissimo con noi.

Inoltre non risponde al vero che lo chef in questione sia stato licenziato o sospeso, né richiamato, essendo solo stato ascoltato dalla Direzione, unitamente al restante personale, nell’ambito delle indagini doverosamente svolte dalla Direzione e che hanno portato ad accertare la totale falsità delle affermazioni in questione, non avendo mai lo chef realizzato alcuna immagine omofoba su alcuno dei nostri piatti. Tanto da aver ricevuto notevoli apprezzamenti ed elogi dagli ospiti di cui trattasi, ascoltati da tutto il personale presente.

Non è sufficiente.
Nel riservare ogni nostra azione in ogni sede per i gravi danni subiti e conseguenti alle false affermazioni di cui trattasi, chiediamo a tutti quelli che conoscono la nostra realtà, ed in primis alla nostra decennale clientela, di sfatare queste finte accuse e di combattere con noi questa falsità.

Con affetto.
La famiglia Canne Bianche.

La nostra redazione ha contattato direttamente la struttura che ha confermato quanto sopra esposto assicurando non solo di aver svolto una indagine interna, ma che nessuno del personale risulta sospeso dal suo ruolo.

L’accaduto ovviamente non terminerà qui ma, come promette la struttura, proseguirà probabilmente nelle aule di tribunale.

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