
Chiedono l’annullamento delle tasse e ordinanza di riapertura delle attività
FASANO – Una categoria forte e unita, pronta per ripartire, è anche quella degli operatori del benessere. I titolari dei centri estetisci fasanesi hanno inviato, per mezzo di una lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al presidente della Provincia Riccardo Rossi e al Sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, un serie di chiarimenti e richieste da mettere in pratica alla riapertura delle attività. Di seguito il testo della missiva alla quale è stato allegato un elenco di firme delle estetiste fasanesi:
“In qualità di operatore del benessere/estetista artigiana, abbiamo adoperato ab origine delle regole igienico sanitarie ferree che sono già nella base quotidiana del nostro lavoro.
Il rispetto di tali regole è un dovere nei confronti delle nostre clienti che si affidano a noi ciecamente a differenza di chi esercita questa attività in forma abusiva.
Prima di aprire i nostri istituti di bellezza abbiamo fatto formazione con uno studio di tre anni, assorbendo competenza gestionali, di igiene, e specifiche che ci rendono x legge professioniste, con l’acquisizione del requisito professionale previsto dalla legge 1/90 e 174/2015.
Nei nostri studi impedire con ogni mezzo possibile la contaminazione di tutti i germi e non solo del COVID- 19 è imprescindibile e obbligatorio per non perdere la credibilità e di conseguenza la clientela che significherebbe un controproducente fallimento non solo imprenditoriale ma anche personale.
Da tutto questo si può evincere che il senso di responsabilità in materia di contagio sia una dota innata nella gestione professionale delle nostre imprese.
Gli standard utilizzati nei nostri istituti sono tra i più evuluti, tra cui:
- Appuntamenti con una sola persona per volta;
- Utilizzazione dei DPI di protezione personale, dei nostri dipendenti e dei nostri clienti (mascherine, guanti, kit monouso, ecc…);
- Sterilizzazione degli attrezzi da lavoro;
- Igienizzazione delle persone e disinfezione delle superfici; areazione dei locali; dopo ogni singolo cliente.
- Raccolta differenziata dei rifiuti speciali. Tutto ciò a nome di tutte noi colleghe di seguito citate, le scrivo la presente per manifestare il nostro dissenso al DPCM 26/04/2020 che vieta ancora l’esercizio della attività di estetica fino al 01/06/2020.
In conclusione con la presente chiediamo:
- Ordinanza di riapertura delle nostre attività al 18-05-2020 con protocollo regionale di procedure uniche di sicurezza per la prevenzione del COVID-19.
- Intensificazione dei controlli in materia di abusivismo a garanzia che il contagio non avvenga in abitazioni civili.
- Strumenti economici per garantire ulteriori investimenti sui DPI e sull’organizzazione aziendale.
- Contributi a fondo perduto.
- Annullamento dei tempi di ammortamento dei debiti.
- Annullamento TARI e imposte sulla pubblicità.
- Abbassamento IRAP.
Inoltre chiediamo di farvi portatori presso il Governo delle seguenti istanze: - Finanziamento fondo FSBA e cassa in deroga per garantire ai nostri dipendenti sostegno a reddito alla riapertura, visto che sarà prevista la riduzione di orario lavorativo e la turnazione, con abbassamento del costo di lavoro.
- Reddito di sussistenza per le nostre famiglie fino alla normalità in quanto non riusciremo con la limitazione di accesso alla clientela a garantirci il reddito minimo di sopravvivenza.
- Eliminazione dell’IVA.”